Il Bocconotto di Mormanno protagonista a FICO

Nel grande parco bolognese dedicato all’agroalimentare italiano il prodotto identitario del pollino è stato raccontato dai suoi produttori. Una delegazione di produttori del rinomato Bocconotto di Mormanno ha presentato l’antica arte gastronomica ad operatori di settore e stampa enogastronomica.

Lo definiscono la dolcezza del Pollino da gustare in un solo boccone. Dolce di pasta frolla morbida, dalla forma ovale rotonda o a canestrello, farcita, come vuole la tradizione, da mostrada o marmellata di ciliegia. Nelle forme più moderne la farcia può essere declinata con fichi e noci, marmellata di albicocca, crema o cioccolato, uva passa e miele. Ma al di là del ripieno lo si riconosce alla vista e per la sua amabile morbidezza.

È il bocconotto di Mormanno, dolce della tradizione gastronomica dell’omonimo comune del Pollino, che nei giorni scorsi è stato protagonista a Fico, il parco più grande d’Italia dedicato all’agroalimentare, e voluto da Oscar Farinetti a Bologna.

Una delegazione di produttori che gelosamente conservano e tramandano i segreti di questo antico dolce della gastronomia popolare del Pollino ha raccontato segreti e storie legate al Bocconotto negli spazi dedicati alle identità alimentari della Calabria. Davanti ad operatori della comunicazione gastronomica italiana, esperti di settore, ed un folto pubblico, gli artigiani del gusto hanno svelato tutto ciò che caratterizza questo prodotto, che insieme alla lenticchia, presenta e racconta Mormanno al mondo.

«Un grande orgoglio per la nostra comunità poter raccontare in un contesto così prestigioso come Fico l’identità dolciaria che ci rappresenta.

È proprio partendo dalle nostre eccellenze agroalimentari – ha dichiarato il vice sindaco, Paolo Pappaterra – che vogliamo iniziare per una grande operazione di marketing turistico legato al territorio. Mormanno si deve presentare nei grandi scenari della comunicazione di settore attraverso le sue bontà. Il Bocconotto ma anche la Lenticchia possono e devono essere i nostri testimonial di punta che dobbiamo inserire in un grande quadro di comunicazione istituzionale, aiutando così produttori ed imprese che hanno sposato e valorizzato queste nostre identità, ad emergere nel panorama nazionale ed internazionale».

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