Codex Purpureo Rossanensis patrimonio Unesco dell’umanità

Il Codex Purpureus RossanensisUn riconoscimento che rende orgogliosi tutti i calabresi e che espone al mondo la bellezza e il valore delle opere realizzate dall’intelletto e dalla manifattura umana, oltre al noto splendore dei paesaggi della nostra regione. Il Codex Purpureo Rossanensis è stato riconosciuto quale patrimonio dell’umanità ed inserito dall’Unesco nelle “New inscriptions on the International Memory of the World Register”. A dare notizia è stato  l’Arcivescovo della Diocesi di Rossano – Cariati Giuseppe Satriano.  La proposta dell’inserimento del Codex tra i beni dell’Unesco era stata portata fortemente avanti da Monsignor Santo Marcianò, durante il suo episcopato a servizio della suddetta Diocesi. Alcune caratteristiche del Codex Purpureus Rossanensis:  è un evangeliario greco miniato, che, contiene l’intero Vangelo di Matteo, quasi tutto quello di Marco, del quale  mancano solo i versetti 15-20, e  una parte della lettera di Eusebio a Copiano sulla concordanza dei Vangeli. Si ignorano gli autori del testo e degli originari 400, sono rimasti 188 fogli di pergamena lavorata, tinta in colore purpureo. Da qui il nome dell’opera. La maggior parte degli studiosi, basandosi sullo stile del manoscritto, per quanto concerne la datazione, concordano su un periodo compreso tra il IV e il VI-VII secolo.

La lista Unesco 

Il Codex Purpureus Rossanensis

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