Il Gps che funziona al chiuso. Tecnologia innovativa made in Calabria

foto1A colloquio con Gaetano D’Aquila, ingegnere informatico calabrese, tra gli ideatori del progetto GIPSTECH, il GPS per interni che ha vinto la Startup competion nella seconda edizione del Techcrunch Italy ospitata al Maxxi di Roma. Il progetto è stato sviluppato all’interno dell’Università della Calabria.

Nel 2013 la GiPStech, start up di cui lei è cofondatore, si è aggiudicata la seconda edizione del TechCrunch Italy, il più grande evento italiano dedicato alle imprese digitali, per un nuovo sistema di “geolocalizzazione indoor”. Partiamo dal TechCrunch Italy, vuole spiegarci che cos’é?

TechCrunch è una agenzia di stampa Americana e rappresenta uno dei principali mezzi di diffusione a livello globale di notizie che riguardano il mondo della tecnologia in generale. Si dedica in modo “ossessivo” a tutto ciò che riguarda le aziende start-up, le review di nuovi prodotti Internet, e delle cosiddette tecnologie “disruptive” o rivoluzionarie. Periodicamente TechCrunch organizza a livello mondiale conferenze presso le quali sono invitati a partecipare i rappresentanti delle tecnologie più innovative affinché con uno scopo duplice: quello puramente giornalistico e quello più legato all’incontro tra “domanda” ed “offerta” tecnologica. In effetti durante queste conferenze sono sempre presenti importanti soggetti del mondo business i quali hanno la possibilità di identificare tecnologie promettenti e di finanziarle affinché queste arrivino al più presto sul mercato.

Veniamo ora al dispositivo per il quale siete stati premiati…

In realtà non si tratta di un dispositivo ma di una tecnologia che stiamo mettendo a punto. E’ come dire che sarà l’alternativa della costellazione di satelliti GPS per i luoghi chiusi. Tutti voi sapete infatti che i moderni sistemi di navigazione satellitare per funzionare utilizzano i segnali radio provenienti da satelliti in orbita attraverso i quali appunto riescono a stabilire la posizione dell’utente. Sapete inoltre che i segnali radio hanno difficoltà a penetrare all’interno di luoghi chiusi: le pareti e tutto quanto si frappone tra l’esterno e l’interno producono un effetto di schermatura che molto spesso annulla completamente questi segnali radio necessari ai navigatori per poter funzionare. Il risultato è che tutti i servizi che sono basati sulla posizione della persona, navigatori compresi, all’interno dei grandi luoghi chiusi non possono funzionare. Se pensate al grande successo che questi sistemi hanno avuto all’esterno e considerate che le persone passano oltre il 70% del loro tempo all’interno allora è facile immaginare il potenziale della nostra tecnologia. Penso che la giuria dell’evento Techcrunch abbia fatto questa considerazione ed alla fine ha deciso di premiare GiPStech dopo una selezione che ha visto partecipare all’evento oltre 250 startup italiane complessivamente e 5 di queste in finale.

Lei è un ingegnere informatico, in quale università si è formato? 

Mi sono formato presso l’Università della Calabria.

Quali altri percorsi formativi ha fatto?

Dopo la laurea ho avuto modo di trascorrere qualche anno presso il CNR di Rende in qualità di ricercatore a tempo determinato. Ho avuto inoltre la possibilità di frequentare l’ambiente universitario collaborando a svariati progetti di ricerca.

Da calabrese, cosa pensa della sua regione?

La Calabria è una regione ricca di talenti ma, a mio parere, non è il posto migliore affinché questi possano svilupparsi: molto spesso questi talenti sono costretti ad emigrare per contribuire allo sviluppo di brillanti realtà altrove.

I cambiamenti sono lenti. La Calabria, per vari motivi, è partita in svantaggio. Le risorse finanziarie immesse dall’UE o dallo Stato con lo scopo di colmare i gap creando prospettive di sviluppo economico in regione e garantendo sbocchi imprenditoriali ed occupazionali spesso non raggiungono l’obiettivo. A causa di “vincoli” di natura economico-finanziaria, se escludiamo recenti casi particolari che vanno letti come segnali di profonda inversione di rotta, difficilmente tali risorse sono accessibili ai giovani. E’ frequente invece che tali risorse siano spesso assorbite da soggetti terzi esterni i quali temporaneamente si stabiliscono in regione con il solo obiettivo del proprio profitto a fronte di un limitato (nel tempo) incremento occupazionale locale.

L’effetto fino ad ora prodotto è che i vantaggi che tali contributi avrebbero dovuto apportare al tessuto imprenditoriale calabrese sono stati (purtroppo) nulli o in alcuni casi addirittura negativi. I costi che un’azienda tecnologica deve sopportare in Calabria, se inquadrati in una analisi complessiva, possono superare quelli di un’azienda analoga posizionata in Lombardia o in Veneto. Un’azienda calabrese deve avere più sedi, una in Calabria e almeno una al Nord (dove tipicamente trova i clienti), deve sopportare costi di trasporto elevatissimi ai quali si aggiungono, complice anche la decimata possibilità di spostarsi in giornata con gli aerei, i costi di pernottamenti e di vitto fuori regione. Le addizionali regionali sono quasi tutte ai massimi previsti dalla legge. La burocrazia regna sovrana e limita il cittadino sprovvisto di Santi in Paradiso imprigionandolo in una ragnatela di carte, pratiche ed adempimenti che non trovano paragoni.

Ritengo tuttavia che la Calabria sia attualmente in un momento di “inversione” di rotta. I giovani non vogliono più fare le valige ed andar via ma viceversa cercano di dar vita ad iniziative che spesso ricevono attenzioni importanti anche da fuori regione. La lentezza intrinseca con cui ogni minimo cambiamento ha visto la luce negli ultimi anni sta facendo spazio alla velocità caratteristica dell’istante in cui si è “centrati” da una idea. Ed in questo momento la Calabria è invasa da iniziative che ormai non sono più semplici “idee” ma che stanno velocemente crescendo e contribuendo allo sviluppo della Regione.

Un consiglio ad un giovane calabrese che sta per intraprendere la carriera universitaria.

Non mi sento di dare consigli particolari. L’unica cosa che secondo me è molto importante è quella di effettuare la scelta della facoltà senza nessun condizionamento ma guidati soltanto dalle proprie passioni.