Il museo del Crocifisso e il Cristo ritrovato a San Nicola di Crissa

volto Crocifisso 1500
Il Volto del Cristo cinquecentesco

Un piccolo paese nelle Pre Serre Vibonese, ma che conserva un tesoro inestimabile. Stiamo parlando di San Nicola Da Crissa, un nome che dice poco se non per la forte emigrazione che l’ha caratterizzato e per avere dato il via alla prima tipografia nella provincia di Catanzaro. San Nicola Da Crissa è anche il paese delle confraternite e una di queste, quella del Santissimo Crocifisso, fondata l’1 giugno 1669, per racchiudere la propria storia, i propri vessilli e tutti i suoi documenti e cimeli ha deciso di creare un piccolo museo.

Inaugurato il 19 febbraio 2010 dal vescovo di Mileto Luigi Renzo, il museo raccoglie tante ricchezze, tra queste un Crocifisso restaurato di recente che risale al 1500. Un’opera d’arte, questa cui i sannicolesi sono molto legati, per essere stata la prima in San Nicola e aversi manifestato attraverso la sudorazione del 29 giugno 1939. Nel libro dedicato alla confraternita, l’avvocato Tommaso Mannacio, già priore del sodalizio così raccontò l’avvenimento:  Il Crocifisso durante la funzione che da secoli si svolge la domenica sera nella chiesa parrocchiale, iniziò a sudare. Testimone dell’evento fù l’allora vice parroco don Domenico Sanzo, che così documentò l’accaduto, però, la prima persona che vide il Crocifisso sudare, fu Vittoria Marchese, che per un anno intero dal 1938 aveva avvertito dell’episodio il parroco don Domenico Marchese e  appunto don Domenico Sanzo, ma fu sempre inascoltata e qualche volta sconsigliata.

Un Cristo che la confraternita usava durante i suoi riti che da tre secoli e mezzo si svolge nella chiesa parrocchiale la domenica e nel periodo di Quaresima, attraverso il rito in latino detto “Cungrega”, un atto di penitenza che ogni confratello e devoto al Cristo degli Angeli dovrebbe partecipare almeno una volta l’anno. All’interno del museo oltre al Crocifisso si trovano molti documenti, tra questi lo statuto del 1669 un manoscritto che riporta le regole del pio sodalizio e che ancora oggi è osservato; paramenti sacri, suppellettili per la messa, quadri su tela, reliquari, ornamenti per il Crocifisso e per l’Addolorata, stendardi e gonfaloni, ma anche angeli, Crocifissi di varia manifattura, il palio per la processione del Corpus Domini e le discipline usate periodo di Quaresima.Quadri in tela

Tutto ciò nato da un lavoro assiduo del curatore e storico d’arte Gianfrancesco Solferino. Il museo è anche provvisto di un archivio storico, dove sono presenti dei documenti che racchiudono la vita della confraternita e alcuni scritti e concessioni che recano firma di re Gioacchino Murat e dei vari re di Napoli che si sono avvicendati.

Tra i documenti in possesso della confraternita c’è anche l’atto che attesta la proprietà dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale e la sentenza del 3 maggio 1927 che mise fine al conflitto con la confraternita rivale per il diritto di precedenza.Il museo è sorto grazie all’assiduo lavoro della confraternita del Santissimo Crocifisso e il contributo dei suoi associati. Anche da Toronto, dov’è presente una folta comunità e, un’associazione del Cristo degli Angeli, sono arrivati dei contributi, per i vari restauri, per l’acquisto e la ristrutturazione dell’edificio che oggi ospita il museo.