La Calabria, prima regione in Italia a dire stop all’uso del glifosato in agricoltura

yescalabria_glifosato-in-agricoltura_01
Foto di : www.agrinotizie.com

La Calabria è la prima regione italiana a mettere a bando dall’agricoltura il glifosato, una sostanza utilizzata nei pesticidi e responsabile, secondo lo IARC (The International Agency for Research on Cancer), organo dell’Organizzazione mondiale della sanità, di causare danni alla salute umana. Mentre l’Europa ancora tentenna sul divieto all’uso di questo veleno, la nostra regione dà il buon esempio e stabilisce, con delibera n. 461/2016, di escludere le pratiche agricole che utilizzano il glifosato dalla concessione di fondi pubblici.

Una decisione in controtendenza rispetto al panorama internazionale. Economico e a largo spettro, il glifosato è infatti l’erbicida più utilizzato a livello mondiale, presente in oltre 750 prodotti dedicati alle colture intensive, agli orti e al giardinaggio.  Alla sua efficacia come diserbante corrispondono però effetti devastanti e drammatici sulla salute delle persone. Lo IARC lo ha classificato come “probabilmente cancerogeno”, dimostrando una forte correlazione epidemiologica tra l’esposizione al glifosato e il linfoma non-Hodgking (un tumore che si sviluppa nelle cellule del sistema immunitario) e causa di malformazioni genetiche.

Già il 22 agosto di quest’anno il decreto del Ministero della salute aveva decretato la messa a bando di 68 prodotti a base di glifosato e vietato l’erbicida in parchi pubblici e parchi giochi, oltre che nelle fasi di pre-raccolta in agricoltura.

La Calabria adesso va oltre e accoglie il principio di precauzione, in nome della salute pubblica, sancito dalle norme europee e acclamato dalla Coalizione #StopGlifosato, che comprende 45 tra associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Una scelta coraggiosa, come l’hanno definita le diverse testate nazionali e di settore che hanno diffuso la notizia come La Repubblica, La Stampa, l’Huffington Post, Slow food e che prelude a una svolta green per la vocazione agricola della nostra regione.

Tagged on: