La Grotta della Lamia, un vero e proprio tesoro naturalistico e geologico

yescalabria_grotta_lamia_01-minCi sono luoghi in Calabria semi-sconosciuti, di una natura ancora intatta, avvolti nel mistero e nella leggenda, posti ideali per avventurieri e appassionati esploratori.

Uno di questi siti è senz’altro rappresentato dalla Grotta della Lamia, un museo naturale all’aperto nel ventre dell’Italia. Collocato nell’Area Grecanica della provincia reggina, nel comune di Montebello Ionico, la Grotta della Lamia presenta rocce sedimentarie che si sono formate in un ambiente marino, quando il Massiccio aspromontano non era ancora emerso. Successivamente al sollevamento tettonico dell’Aspromonte è iniziata la lenta ma costante azione erosiva da parte dell’acqua delle tenere rocce calcarenitiche e arenacee che affioravano in quest’area. La Grotta ha iniziato, quindi, a prendere forma; l’acqua proseguiva la propria azione erosiva facendosi spazio tra la roccia più consistente e cementata, generando fantasiosi meandri lungo il cammino.

L’effetto, osservabile oggi, è di un alternarsi e susseguirsi di meandri, anfratti, colonne, pilastri e grandi stalattiti rese candide dal carbonato di calcio. Lungo il cammino, negli ambienti scuri o in penombra, trovano residenza colonie di pipistrelli. Sulle volte e sulle pareti, si osservano raggruppamenti di conchiglie fossili, resti di quegli organismi marini, abitanti nell’antico mare d’Aspromonte, qui presenti in esemplari eccezionalmente grandi e ben conservati, prevalentemente del genere Pecten.

L’ingresso alla grotta è sempre libero e aperto, c’è una parte accessibile a tutti e un’altra per la quale è necessaria l’attrezzatura speleologica. yescalabria_grotta_lamia_03-min

Le suggestioni che il luogo evoca sono suggerite dalla sua denominazione “Lamia” (dal greco “lamyros”, ingordo, oppure “laimos”, gola) nome che appartenne alla mitologica e bellissima regina della Libia, figlia di Belo, che entrò presto nel cuore di Zeus e da cui ebbe molti figli; una discendenza, questa, invidiata da Era che non sopportando quest’amore scatenò l’incontrollabile odio contro i loro figli, uccidendoli tutti ad eccezione di Scilla e Sibilla. Così, Lamia, travolta dal dolore, si trasformò in una creatura mostruosa e si rifugiò nel buio delle grotte per il suo orribile aspetto. E la “bocca” del mostro, infatti, appare all’ingresso della cavità. Una bocca che, nelle antiche storie tramandate dagli anziani dei paesi di Montebello e di Fossato Jonico era in grado di inghiottire intere greggi.

Le antiche storie tramandate dagli anziani del paese raccontano di cunicoli che arriverebbero fino all’abitato di Motta San Giovanni; altri, sostengono che le grotte si estendono in profondità fino a raggiungere il greto del fiume. La verità, ad ogni modo, è avvolta dal mistero, ma una cosa è certa: le Grotte della Lamia costituiscono un patrimonio ambientale di inestimabile valore.

Dunque, una natura ancora incontaminata, avvolta dal mistero dei suoi meandri e che solo i suoi abitanti – le colonie di pipistrelli – ne conoscono i segreti!

yescalabria_grotta_lamia_02-minCOME ARRIVARE

Le grotte, anche se nascoste, sono facilmente raggiungibili.

Basta seguire la SS 106 e svoltare per Montebello Jonico, proseguire verso Fossato ionico e da qui verso Lungia. Giunti alla Chiesetta omonima si procede ancora e si fanno pochi chilometri in salita. Ad un certo punto anziché procedere verso monte si gira a sinistra. A pochi metri, sulla destra, un cancello in ferro permette l’ingresso verso il luogo delle grotte. Andando avanti per circa cinquecento metri si arriva all’ingresso principale.

Maps