I mille usi della canapa

Olio-di-semi-di-canapaÈ un po’ come il maiale, della canapa non si butta via nulla. Il fusto e le foglie servono per la fibra tessile, la carta, la bioedilizia; il seme per cibo e benessere; persino la radice serve a rendere più fertile il terreno. Una lunga campagna denigratoria iniziata nei primi decenni del secolo scorso, però, ha praticamente cancellato quanto di buono questa pianta ha offerto per millenni, finendo col far associare la parola “canapa” al concetto di “droga”. È per restituire dignità a questo particolarissimo prodotto della terra, per evidenziare il suo potenziale commerciale, e sfatare i luoghi comuni, che l’associazione “Punto verde canapa” ha organizzato a Crotone “Canapa può; la canapa industriale un modello per il futuro”, quattro giorni di convegni, confronti e dimostrazioni sui mille usi di questo sorprendente prodotto.

“Per millenni – spiega il vicepresidente dell’associazione Luigi Critelli – la canapa è stata usata per vestiti e biancheria, per il cibo, per l’olio, la farina. Poi, con l’avvento dell’economia legata al petrolio, è diventata vittima di una campagna di demolizione sistematica”. Nel corso degli anni, ed in particolare degli ultimi, sono nate però iniziative che stanno cercando di valorizzare nuovamente questo prodotto, tornando indietro nel tempo e dimostrando coi fatti che il guadagno attorno ai prodotti della canapa può essere “pulito” e slegato da quello legato allo stupefacente.

Così ormai sono molti in Calabria gli ettari di terreno coltivati a canapa, le varietà a basso contenuto di thc (che è lo stupefacente contenuto in questa pianta). Nella sola provincia di Crotone sono 40, “che ci hanno sorpreso – dice Critelli – anche a livello di risultati, sia come qualità e quantità di semi”. Il prossimo passo è chiudere la filiera produttiva sul territorio. Perché proprio come accade per il grano è la filiera che dà al prodotto “sia il valore aggiunto  – spiega il presidente dell’associazione Antonino Chiaramonte – che i giusti guadagni per chi coltiva, considerato che la canapa non ha un grande valore di mercato quando viene trebbiato ma che assume un valore decisamente maggiore quando iniziano le fasi di trasformazione”.