19 giugno 2015

Peppe Voltarelli, l’artista calabrese tra “viaggio” ed “appartenenza”

Peppe Voltarelli x Ariel SabatellaFacciamo due chiacchiere con Peppe Voltarelli, cantautore, fondatore e frontman per quindici anni del gruppo Il Parto delle Nuvole Pesanti, band con cui realizza sette dischi, che contribuiscono al rinnovamento della musica rock italiana degli anni ’90. Dal 2007 conduce carriera solista.

Ha partecipato a importanti eventi e rassegne, come il concerto del Primo Maggio a piazza San Giovanni Roma, il Premio Tenco, il Premio Ciampi, il Premio Salvo Randone. Collabora con musicisti come Teresa De Sio, Claudio Lolli, Davide Van de Sfroos, Roy Paci, Carlo Muratori, Ettore Castagna, Antonello Ricci, Amy Denio, Giancarlo Onorato. Vincitore della Targa Tenco 2010 per il miglior disco in dialetto.

Al cinema è protagonista del documentario Doichlanda, sugli emigrati calabresi in Germania, e del film La Vera Leggenda di Tony Vilar, una pellicola che, col pretesto della ricerca del cantante italo – argentino Tony Vilar – misteriosamente scomparso dalle scene negli anni ’60, dopo aver portato al successo internazionale Cuando calienta el sol – ci mostrava miserie e nobiltà degli immigrati italiani di oggi, in Argentina come a New York.

Un musicista calabrese errante che i cui lavori sono stati pubblicati in ben 15 paesi. Il 16 marzo 2011 partecipa alla Notte Tricolore a Torino, rappresentando la Calabria, per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con il concerto in piazza Vittorio Veneto. È reduce da uno straordinario tour in Francia, dove ha ricevuto apprezzamenti finanche dal neo presidente Francois Hollande.

 Dal Parto delle Nuvole Pesanti alla carriera da solista, fino alla scoperta del teatro e del cinema. Quali sono state le tappe più significative di questo tuo percorso?

Puntare su progetti di qualità, a volte fuori da percorsi commerciali, mi ha reso più forte e più consapevole dei miei mezzi, della mia storia, della mia lingua. L’idea di puntare su traiettorie internazionali mi ha dato la possibilità di pubblicare i miei lavori in più di 15 paesi e questo lo considero un grande privilegio. L’incontro con  Giuseppe Gagliardi, con Teresa De Sio, con la Bandabardò, con  Sergio Cammariere, Carmen Consoli e Krypton rappresentano per me il tesoro di grandi amicizie.

Prendo in prestito il titolo di un tuo spettacolo, “Il Viaggio, i Padri e l’Appartenenza”. Proviamo a declinare questi tre termini.

Il viaggio è in corso;Voltarelli1

I padri sono vivi sempre;

L’appartenenza è una condanna piacevole che a volte può dare grandi  soddisfazioni come l’amore.

Tra ironia e surrealismo, il Sud e la Calabria costituiscono riferimenti costanti della tua produzione artistica. Qual è l’idea di Mezzogiorno che ha Peppe Voltarelli?

Una terra che non ho mai smesso di amare, che voglio conoscere ed esplorare nelle sue straordinarie bellezze.

Anche la tematica dell’emigrazione è un riferimento forte nel tuo lavoro artistico. Che Calabria si incontra fuori dalla Calabria?

La Calabria all’estero è una donna orgogliosa che fa sessanta chilometri in macchina per un programma alla radio di due ore con canzoni e poesie in italiano, ha due figli che studiano nel collegio migliore della città e non ha mai smesso di amare la vita

Un’ultima domanda. Cosa c’è nel tuo prossimo futuro di artista?

 Sto scrivendo canzoni nuove e…  un libro