19 giugno 2015

Rafting e torrentismo sul fiume Lao, l’offerta sport-natura nel Parco Nazionale del Pollino

raftingCalabria_riadattataSiamo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, a cavallo tra Basilicata e Calabria, la più vasta area protetta d’Italia e la seconda d’Europa. L’habitat del lupo appenninico, del capriolo, dell’aquila reale, del picchio nero, del falco pellegrino, del gufo reale, del corvo imperiale e della lontra. Ma anche la sede di una vegetazione complessa e a tratti incantevole, nel cui novero troviamo il Pino Loricato,  residuato dell’ultima glaciazione, simbolo stesso dell’Ente parco, che sopravvive alle quote più elevate del massiccio del Pollino.

Da una delle cime più alte della sua catena montuosa, Serra del Prete (2181 metri), si dipana il fiume Lao, il protagonista di questo articolo, teatro da alcuni anni di speciali ed accattivanti attività sportive, anche agonistiche.

Il fiume Lao è tra i  corsi d’acqua più importanti del Parco Nazionale del Pollino. Nel  suo scorrere verso la valle è nutrito da altri torrenti, alcuni anche di particolare pregio naturalistico, quali  il Battendiero, il Iannello e il più famoso fiume Argentino, dal quale prende il nome la nota riserva naturale incastonata nella vallata dei  monti dell’Orsomarso.

La riserva dell’Argentino, istituita nel 1987, è un bouquet paesaggistico composto da costoni scoscesi, da pareti rocciose tratteggiate dalle incisioni dei corsi d’acqua, da cascate di 5-6 metri che si lanciano da sbalzi verticali prospicienti il letto del fiume. Dell’intera asta fluviale è possibile la risalita a piedi attraverso  sentieri immersi nei boschi di leccio, cerro e quercia che lo fiancheggiano. Uno scenario estremamente remunerativo, tra i più suggestivi dell’intera area parco.

Ma torniamo al fiume Lao. Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente vocato per la pratica di alcuni sport fluviali, dal rafting al torrentismo.

Il Rafting è una discesa fluviale su un particolare tipo di gommone,  il raft (Battello pneumatico concepito per resistere alle sollecitazioni del fiume), che dal 2010 è ufficialmente riconosciuta dal Coni come disciplina sportiva associata alla Federazione Italiana Canoa Kayak (F.I.C.K.), mentre l’escursione di torrentismo consiste nella risalita di un  torrente, in questo caso il Iannello, affluente del fiume Lao, caratteristico per la presenza di numerose cascate che lo rendono particolarmente adatto alla specialità, arricchendone nondimeno la spettacolarità.

Tra le gole del fiume Lao  queste attività sono praticate ormai da oltre vent’anni, e non solo per le peculiarità del corso d’acqua, per le sue stupende gole, per la morfologia del territorio che lo circonda.

All’inizio degli anni novanta la Comunità Montana Italo – Arbereshe del Pollino realizzava nel comune di Laino Borgo, con fondi dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno, un “Centro canoa”, che, com’è facile immaginare, ha svolto una funzione propulsiva a favore della diffusione del Rafting e degli altri sport fluviali che oggi si svolgono lungo il corso del Lao.

Basta ricordare, a tal riguardo, che nei comuni di Laino Borgo, Orsomarso, Papasidero, Scalea, sono nate in questi anni associazioni con un alto livello di professionalizzazione, inserite peraltro in circuiti turistici e sportivi nazionali ed europei, che si occupano in termini imprenditoriali della promozione e dell’organizzazioni di tali attività.

Le associazioni che operano nel settore, regolarmente riconosciute dalla Federazione Italiana Rafting, sono 3, di cui 2 aventi sede nel comune di Laino Borgo e 1 nel comune di Papasidero. Esse contano circa 40 esperti tra guide ed accompagnatori e circa 30 addetti nell’ambito della logistica (segreteria, manutenzione attrezzature, trasporto, ecc.). Accanto ad esse operano anche altre realtà, che, benché non godano di riconoscimenti ufficiali, contribuiscono comunque ad implementare l’economia legata allo svolgimento di tali attività sportive.

Il numero degli occupati stabilmente nel settore, considerate anche le altre realtà non associate alla F.I. Raft., può essere quantificato nell’ordine di circa 200 unità. Una bella realtà economica se si considera la particolarità del settore.

Da alcune recenti stime risulta poi che il flusso di utenza, proveniente da ogni parte d’Italia e, quantunque in misura minore, da alcuni paesi europei, per queste attività è di circa 10.000 unità ogni anno. Senz’altro una cifra notevole, che alimenta un indotto nel campo della ricettività e della ristorazione in costante crescita, con punte d’eccellenza riconosciute ormai anche al di fuori dei confini regionali.

Nel 2011 il Comune di Laino Borgo ha ospitato il Campionato Italiano di Rafting, con atleti provenienti da ogni parte d’Italia. La manifestazione, organizzata dall’ASD Canoa Club Lao Pollino sotto l’egida della Federazione Italiana Rafting,  ha visto la partecipazione di concorrenti di ogni età appartenenti a club valtellinesi, valdostani, trentini, altoatesini, con un’apprezzabile rappresentanza delle regioni meridionali.

Oggi le discipline rientranti nel novero degli sport fluviali, Rafting in primis, praticate sia agonisticamente che no, rappresentano attrattori turistici importantissimi nel Parco Nazionale del Pollino, anche perché vanno ad integrare, insieme ad altre attività ecocompatibili, l’insieme dell’offerta sport-natura nell’area protetta.

Ecco perché sarebbe importante incentivarle, promuoverle, sostenerle anche economicamente, nell’ambito delle politiche pubbliche aventi come finalità lo sviluppo delle aree interne.

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