Slow Food premia altri due oli di qualità Calabresi

La Calabria si conferma una Regione vivace e capace di produrre oli extravergini di oliva di qualità. Con il sacrificio, la passione e la professionalità si stanno ribaltando gli stereotipi che il mondo agricolo ha affibbiato ad un settore economico importante di cui, nel passato, gli agricoltori si sono resi corresponsabili

Con queste parole il Responsabile Regionale dei presidi Slow Food ha annunciato che altri due oli extravergine di oliva della Provincia di Catanzaro potranno entrare nel Presidio Nazionale dei Presidi Slow Food. Gli Oli in questione sono quelli dell’Azienda Agricola Mariangela Costantino di San Pietro a Maide e dell’Azienda Agricola di Catanzaro Giuseppe di Tiriolo.

I campioni di olio inviati per la valutazione in Fondazione Slow Food per la biodiversità a Brà (CN), hanno brillantemente superato il panel test a cui sono stati sottoposti e potranno fregiarsi così dell’importante riconoscimento.

Entrambi gli oli sono stati prodotti con olive della cultivar Carolea (conosciuta anche come Nicastrese o Catanzarese). Trattasi di una cultivar a duplice attitudine adatta, cioè, per sia per la produzione di olio che di olive da tavola. Infatti il frutto è di grandi dimensioni e il tenore in olio sul peso è di circa il 18%. E’ una delle cultivar più importanti in Calabria e la sua coltivazione occupa una superficie di quasi 50 mila ettari.

Mariangela Costantino è una dottoressa agronoma, “figlia d’arte” di Franco anche lui agronomo che ha trasmesso alla sua giovane figlia la passione per un mestiere duro ma che se praticato anche con competenza può dare le giuste motivazioni e gratificazioni. L’azienda familiare è totalmente riconvertita ai metodi biologici, cioè l’Oliveto, che consta di ben 10.000 piante secolari su 58 ettari di superficie, viene condotto senza fare uso di prodotti chimici, sia per la nutrizione che per la difesa dalle malattie e dagli attacchi di insetti. La Molitura viene eseguita nel giro di 4 ore dalla raccolta controllando la temperatura di lavorazioni così da assicurare il mantenimento di tutte le caratteristiche organolettiche. Di tutta la produzione solo 2.500 Kg di olio sono stati destinati al presidio

Giuseppe Catanzaro è l’altro giovane che si è segnalato per la qualità del suo olio.   Imprenditore agricolo sin dall’età di 25 anni è Laureato in economia ma non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani. La sua vita si divide tra la sua attività professionale a Roma e quella di agricoltore a Tiriolo. L’oliveto in questione è anch’esso ultra secolare ma è ubicato in un territorio in cui la giacitura dei terreni raggiunge, talvolta, pendenze che non consentono nemmeno la meccanizzazione delle operazioni colturali. Anche lui è figlio di un olivicoltore che seguiva sin da bambino per apprendere le tecniche di coltivazione. L’oliveto, naturalmente è biologico e la produzione destinata al presidio proviene da circa 17 ettari di superficie coltivata a 500 di altitudine.

Con il Presidio dell’azienda Giuseppe Catanzaro il piccolo paese di Tiriolo si segnala come paese SLOW.  Ricordiamo che non più di un mese fa, infatti, un altro olio prodotto dalla prestigiosa e storica azienda di Tiriolo Tommaso Torchia era stato inserito nel presidio nazionale dell’olio extra vergine di oliva.

Una bella responsabilità anche perché gli oli vengono valutati ogni anno e ogni anno devono meritarsi il riconoscimento. Tutti gli oli aderenti al presidio dovranno applicare sulla bottiglia un collarino riportante l’etichetta narrante, con il simbolo stilizzato della Chiocciola Slow Food, che racconta non solo dell’olio ma anche dei produttori. E’ il modo dell’Associazione di dare ai produttori il giusto riconoscimento ai loro sacrifici e alla loro passione.

L’operazione presidi è stata condotta dal Alberto Carpino in collaborazione con i fiduciari di Lamezia Terme, Antonello Rispoli e di Catanzaro Giuseppe Costabile.

Con gli ultimi due salgono a cinque i presidi Slow Food di olio calabrese prodotti dalle aziende: Olearia San Giorgio di San Giorgio Morgeto, Arca Verde di Cerchiara di Calabria, Az. Torchia Tommaso, Mariangela Costantino e Catanzaro Giuseppe. Belle storie di successo che si spera possano essere da esempio per altri olivicoltori calabresi; gli ingredienti ci sono tutti: professionalità, oliveti secolari, passione e Slow Food da corollario che accompagna i produttori in questo percorso. Viva l’agricoltura calabrese

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