18 luglio 2015

Un paradiso chiamato Pietrosa

foto fb PC210555
La guardiola

Trent’anni fa moriva un illustre personaggio della cultura italiana, un uomo che ha lasciato un’eredità importante, che lo fa rivivere oggi. Leonida Repaci è stato giornalista, scrittore, saggista ma ogni definizione può sminuire l’opera del vulcanico protagonista della cultura del novecento in Italia.

C’è un luogo che ha inciso fortemente nella sua vita, che in qualche modo infonde un senso di pace e al contempo di forza primordiale. Si tratta della Pietrosa, posto “magico” che si trova a Palmi, città natia di Repaci. L’eclettico artista ha avuto un amore ardente nei confronti del centro in provincia di Reggio Calabria e in modo particolare per la Pietrosa, tanto che il suo desiderio ultimo era quello di poter riposare per sempre in una zona precisa, poco distante dalla sua casa.

Quest’ultima, e buona parte delle sue proprietà, Leonida Repaci le ha donate al Comune di Palmi, affinché venisse valorizzato un vero e proprio tesoro, capace di stimolare l’intelletto, risvegliare i sensi; secondo lo scrittore, ma oggettivamente è così per chi ha avuto la possibilità di visitarla, la Pietrosa rappresenta una sorta di paradiso in terra. Dopo la dipartita del grande Repaci la sua dimora è stata però trascurata, abbandonata e depredata, e la natura ne aveva preso possesso. Qualche anno fa la casa è stata resa fruibile con un finanziamento della Regione Calabria; non vi è stato un restauro della struttura esistente ma un rifacimento ex-novo. L’intento era quello di trasformare la casa in un osservatorio regionale del paesaggio. Al di là dell’utilizzabilità della struttura sul lungo periodo, da poco più di tre anni l’associazione “Amici Casa della Cultura Repaci” ne è custode ed organizza eventi di alto spessore culturale. Letture ed interpretazioni di opere, mostre di pittura, proiezioni di filmati storici, incontri con scolaresche e poi ancora concerti all’aperto con lo sfondo di una strabiliante veduta che solo la Pietrosa può concedere.
C’è un luogo preciso dove pare di trovarsi sulla prua di una nave immensa ma subito sotto si notano le dure rocce, gli innumerevoli massi che costeggiano il luogo che per l’appunto ha acquisito il nome di Pietrosa. Proprio all’interno di quella guardiola Leonida Repaci ha trascorso tanto tempo, spesso in compagnia dell’adorata moglie Albertina, sovente con amici e quando non era in giro il mondo, Repaci viveva quel luogo come immensa fonte d’ispirazione per i suoi scritti.

Lo è stata sicuramente la sua saga più famosa: “La Storia dei Rupe”.  Di fatto i luoghi della Pietrosa riescono, dopo trent’anni esatti, a far vivere pienamente l’aura del grande Repaci, che ha donato alla sua adorata città un patrimonio immenso, materiale e ideale.