Un tesoro geologico nascosto tra i calanchi di Crotone

430px-Capo_ColonnaTra il centro abitato di Crotone e il promontorio di Capocolonna il paesaggio è dominato da una serie di spettacolari calanchi, che incoronano l’intera linea di costa. Non tutti, però, sanno che tra quei brulli calanchi si nasconde un vero e proprio tesoro geologico. La morfologia del luogo, infatti, è il prodotto di una serie di eventi deposizionali ed erosivi che vanno da cinque milioni di anni fa fino ad oggi. Ed in particolare c’è un luogo, noto come “Geosito di Vrica”, praticamente unico nel suo genere in tutto il mondo; un sito geologico che il mondo scientifico internazionale conosce e apprezza come stratotipo del passaggio dal Pliocene (un periodo di tempo che va da circa 5,4 a circa 1,65 milioni di anni fa) al Pleistocene (compreso tra 1,65 milioni a 10000 anni). Percorrendo l’aspro sentiero che attraversa i calanchi, dunque, non è solo la spettacolare affacciata sul mare ad incantare il viandante. Perché un occhio attento e sapiente riesce a cogliere ciò che per tanti anni gli esperti di tutto il mondo hanno studiato, vale a dire gli antichi sedimenti “costituiti da argille marnose siltose grigie-azzurre ricche di fossili (pesci fossili, foraminiferi, ostracodi, ecc.) che si sono depositate nel Pliocene tra 400 e 800 m di profondità e passano verso l’alto a biocalcareniti (noduli algali, frammenti di molluschi e da piccole biocostruzioni a Coralli) del Pleistocene”.
La scheda geologica della Commissione internazionale per la stratigrafia (Ics) spiega come Vrica definisca “la base del piano Calabriano (Pleistocene). È stato definito dalla Ics e ratificato dall’Unione internazionale delle Scienze geologiche (Iugs) nel 1985, primo dei geositi italiani ad essere ratificato” anche grazie ai “numerosi studi di carattere paleontologico, biostratigrafico, magnetostratigrafico, geocronometrico effettuati da numerosissimi specialisti”. Ha una età di circa 1,8 milioni di anni, e “la sezione mostra un buon sviluppo verticale, con circa 306 m di strati esposti (…) con una alternanza di sedimenti che vanno dalle argille di ambiente marino relativamente profondo a strati sabbiosi caratteristici di ambienti deposizionali di spiaggia”. “I sedimenti della sezione sono ricchi di fossili: nannoplacton calcareo, foraminiferi plantonici e bentonici, ostracodi, molluschi, pollini e pesci. Questi ultimi sono stati rinvenuti in numero elevato, con esemplari ben conservati ed appartenenti a vari generi (Cyclothone, Ichtyococcus, Chauliodus, Microichthys)”.
Nel 1989 il ministero dei Beni culturali ed ambientali, con un Decreto del 10 novembre, ha vincolato 3 aree in località Vrica e Stuni ai sensi dell’art. 1 della Legge 1089/39.