19 giugno 2015

“Varia” di Palmi, bene dell’umanità made in Calabria

IMG_0227_riadattataLa “Varia” di Palmi è il primo soggetto calabrese ad essere riconosciuto patrimonio Unesco. Un traguardo storico che è stato ottenuto insieme ai Gigli di Nola, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo e il candeliere di Sassari, (come Rete delle grandi macchine a spalla). La proclamazione ha assunto una valenza mondiale nel dicembre 2013 durante l’ottava sessione del Comitato intergovernativo Unesco a Baku, in Azerbaijan.

La “Varia” è una maestosa “macchina” di forma apicale, dell’altezza di circa 16 metri e il senso che si vuole dare al carro sacro è la rappresentazione dell’ascensione della Vergine Maria al cielo. La base su cui poggia è di legno di quercia, chiamato “Cippu”, realizzato a fine ‘800.

Il patos legato alla manifestazione è fortissimo, coinvolge un’intera comunità per diversi giorni, che segue alcuni riti ormai secolari, fino al colpo di cannone che sancisce “la scasata” ovvero l’avvio di questa peculiare processione.

Durante il tragitto l’enorme macchina poggia sulle spalle dei 200 ‘mbuttaturi, giovani che appartengono a a cinque diverse corporazioni: artigiani, bovari, contadini, carrettieri, marinai. La pesante struttura realizzata in ferro e ricoperta di cartapesta argentea, viene trainata inoltre da due corde ai lati, lungo la via centrale della città di Palmi, il corso Garibaldi. Sul punto più alto della struttura siede una bambina. Questa, eletta con una votazione dai cittadini, personifica la Madonna. L’ “Animeddha” così viene ribattezzata la ragazzina per l’occasione, benedice il popolo durante il tragitto e subito sotto di lei, a sorreggerla e infonderle coraggio c’è il “Padreterno”, un giovane anch’esso votato dai cittadini per rivestire l’importante incarico.

Visti gli aspetti religiosi che si intrecciano profondamente con i costumi della società palmese sotto il profilo storico, l’importanza della proclamazione Unesco rappresenta un vero e proprio traguardo per un progetto iniziato alcuni anni fa, coordinato dalla dottoressa Patrizia Nardi.

Dalla provincia di Reggio Calabria al mondo intero. Va dato atto all’oggettiva importanza che ha determinato la proclamazione della “Varia” quale bene immateriale dell’Unesco attraverso l’interconnessione con le altre macchine, la “Rete delle grandi macchine a spalla”; senza questo progetto non si sarebbe ottenuto un risultato che scardina la concezione di un evento locale, racchiuso in una città della provincia del sud Italia e lo presenta potenzialmente a tutto il mondo.

La forza della “Varia” risiede nella capacità che si avrà tanto nel rinnovare quanto nel mantenere e sopportare i cambiamenti. L’edizione più recente della manifestazione è quella che si è tenuta l’ultima domenica di agosto del 2014, non si ha tuttora una cadenza periodica. Vale la pena approfondire tutto ciò che è legato alla festa della “Varia” visitando i luoghi e ascoltando le storie legate all’evento, narrate da anziani e giovanissimi che dimostrano come la “Varia” sia un evento immateriale, non relegato alla struttura fisica del “carro sacro”.