(Ita) Il 5 agosto a Delianuova la seconda edizione di Armoniose Visioni: tra gli espositori Pasqualina Tripodi, in arte Pasly

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Legno, foglie, cortecce, pigne, noccioli, semi. Le sue mani trasformano tutto ciò che toccano in meravigliose creazioni da indossare.

Dopo gli studi al Politecnico di Torino dove ha conseguito il Master in Ingegneria del Gioiello, ha esposto e lavorato per i più famosi marchi dell’alta moda milanese, esposto durante la scorsa Fashion Week a Reggio Calabria ed è stata finalista agli Oscar Green Coldiretti. Lei è Pasqualina Tripodi, in arte Pasly, nome d’arte scelto per lei niente meno che da Marta Marzotto, che fu sua madrina e maestra. I suoi gioielli, ormai famosissimi, si ispirano alla natura aspromontana, sono modellati dai venti e dalle onde del mare della Calabria, la terra dove è nata e a cui è legata, e che le offre le materie prime che aspettano solo di essere forgiate dal suo talento.

In esclusiva per YesCalabria, Pasly ci parla di sé e del prossimo evento, Armoniose Visioni (seconda edizione) che la vedrà protagonista assieme a tanti altri artigiani calabresi il 5 agosto presso il rifugio “Il Biancospino” a Delianuova (Rc), luogo incantevole immerso nel verde dove, proprio all’ombra del biancospino, si parlerà di viaggi, di arte e di natura.

C’è un’idea, una filosofia precisa alla base del tuo modo di concepire l’arte?

«Sì, senz’altro. Il mio scopo è quello di dare un valore diverso alla natura, che è già di per sé un gioiello: legno, pietra, foglie, bacche, sono elementi preziosi che la natura offre, quello che io faccio è semplicemente cercare di lasciarli esprimere, cercare di dar voce al territorio, alla Calabria. In particolare, provo a “recuperare” quello che altrimenti andrebbe perduto, come ho fatto ad esempio con le cortecce, le pigne, i noccioli di frutta e di olive. Tutti oggetti ai quali tento di regalare una “seconda vita” realizzando creazioni che rispondano al principio dell’ecosostenibilità».

Qual è la creazione alla quale sei più affezionata?

«Sicuramente la prima in assoluto che ho realizzato, ovvero la deda, un triangolo di legno di pino incastonato con elementi di metallo tra cui il rame. Si tratta di un tipo di legno particolare che in passato veniva utilizzato per accendere il fuoco, altamente resinoso e profumato. Ormai è il mio portafortuna!».

Quali suggestioni ti regala l’Aspromonte e cosa ti ispira maggiormente?

«L’Aspromonte rapisce il mio cuore, mi scorre dentro come il sangue nelle vene. È la mia casa, la mia terra, e mi fa molta rabbia il fatto che venga svalutato, non soltanto da chi ci vive, ma soprattutto da chi spesso lo giudica senza conoscerlo. Le suggestioni migliori mi provengono dalla natura ma non solo, molte volte anche dalla luce, che mi permette di percepire tutto in maniera diversa. Probabilmente io sono quello che sono proprio perché sono nata qui, perché ho una famiglia che mi ha trasmesso principi e valori sani, ed è alla mia famiglia che oggi dico grazie per avermi sempre incoraggiata e sostenuta nella strada che ho scelto di intraprendere».

Pensi che il tuo futuro da orafa sia qui in Calabria?

«Penso di voler partire da qui per andare anche oltre, ampliando i miei orizzonti, perché altrimenti il mio messaggio non arriverebbe altrove. Mi piacerebbe portare le mie realizzazioni anche fuori dalla Calabria, per far conoscere la mia visione di gioielli presso altre realtà con cui allacciare collaborazioni e creare sinergie».

Parlaci del prossimo evento a cui prenderai parte, la seconda edizione di Armoniose Visioni…

«Sì, si tratta di un evento che avrà luogo il 5 agosto presso il rifugio “Il Biancospino” di Delianuova, e che vedrà la partecipazione di numerosi artigiani e artisti calabresi, tra cui una stilista green, uno scultore del legno, ecc. Si partirà al mattino con un’escursione foto-naturalistica dedicata a tutti, grandi e piccoli, per proseguire durante la giornata con un’esposizione di prodotti ecosostenibili, gioielli, oli essenziali e profumi di Calabria, un’area relax con musicoterapia, la presentazione del libro Calabria Ultra, performance teatrali e l’allestimento di un punto ristoro per chi volesse fermarsi a gustare le bontà tipiche aspromontane. Insomma, un evento da non perdere…non mancate!».