(Ita) A Castrovillari dal 14 giugno al 13 luglio evento-esposizione con le opere di 4 artisti: “Sacco, Cherillo, Le Voci e Pagliaro”

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A “tu per tu” la prima volta con lo sguardo comune di artisti del luogo e non solo su opere che esprimono la capacità espressiva della nostra gente nel rendere.
È tutto questo l’evento-esposizione a “Pierremporio 1927” , che vedrà, dal 14 giugno al 13 luglio, Castrovillari accogliere le creazioni di quattro Maestri in mostra al numero 37 di corso Luigi Saraceni.
Qui gli artisti sono insieme sullo stesso particolare di creazioni presenti a Morano Calabro: il Polittico di Bartolomeo Vivarini (secolo XVII), il Tronetto per Esposizione Eucaristica di argentiere napoletano (secolo XVIII) e il Paliotto dipinto da maestranze locali (secolo XVIII).
Nel percorso l’arte orafa di Gerardo Sacco, la scultura di Giovanni Cherillo, la pittura di Luigi Le Voci e la fotografia di Renato Pagliaro si sposano in un unicum propositivo grazie a “sfumature interpretative e temperamentali differenti“ che annodano sensibilità irripetibili, energie e amore, come documentano tensione ed attenzione per la realtà, rilanciando la genialità calabrese nel saper fermare la Bellezza in ciò che la mente intende creare e attua, partecipandovi.
É la forza del Cuore e della Ragione degli uomini e donne della nostra Terra, manifestazione di una Cultura antica quanto radicata in quella identità che da dignità a tutte le cose perché sintesi di Umano e Divino e, quindi, di un Mistero che rende i talenti di ciascuno trasmissione di desiderio di ricerca del significato della propria vita e di ciò che uno fa.
Una meraviglia invasiva che suscita sino ad approfondirsi, consistere e compiere il destino di Chi è afferrato dalla passione di comunicare, con la propria ragione – come i nostri quattro amici- quello che gli trasmette lo sguardo vero sulle cose che lo circondano.
Il loro “nome” nasce da ciò che ciascuno fissa e a partire da quella Domanda sull’esistenza che lo ha determinato e lo configura nel rappresentare quanto ha “catturato” con una caparbietà straordinaria che è Tenerezza all’opera per cui ci si è cimentati.
Ecco la motivazione che ci porta a guardare questi contributi, che sono rapporto con l’infinito come dimostra, tra l’altro, una pregiata cartella d’arte con le schede di Giorgio Leone e le fotografie di Renato Pagliaro.