(Ita) AppMenu: la start up dello Stretto che ti aiuta a trovare il ristorante adatto alle tue esigenze

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Abbiamo incontrato Antonio Capua, l’ideatore con Fabio Signorello di AppMenu, la nuova applicazione, attualmente disponibile per Android, che ti aiuta a trovare il locale più vicino a te, adatto alle tue esigenze.  Un progetto calabro – siciliano, considerando le origini rispettivamente di Antonio e Fabio che di professione, fra l’altro, fanno il grafico e l’architetto. La creatività è stata quindi l’ingrediente alla base della loro intuizione, che li ha guidati nello sviluppo della loro idea, trasformandola in una vera e propria attività economica in pochissimo tempo: AppMenu nasce nel marzo 2015 ed è già in fase di restyling per adeguarla alle dinamiche che stanno interessando il mercato 3.0.

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Antonio Capua

Come nasce AppMenu?

L’idea è di Fabio, ma alla base c’è la nostra passione per il cibo. Siamo dei buongustai e come tali ci siamo accorti che il mercato del food sta vivendo una profonda evoluzione. Sono cambiate le esigenze dei consumatori, da una parte per motivi di salute – è questo il caso ad esempio di chi scopre di essere celiaco – dall’altra per le nuove filosofie alimentari quali il veganismo, il crudismo e il macrobiotico.  Abbiamo osservato anche che c’è molta più attenzione alla qualità del cibo, alla ricerca di prodotti a Km0, oppure biologici. Ovviamente, queste nuove esigenze hanno portato alla creazione di locali ad hoc per soddisfarli, ma spesso non sono adeguatamente pubblicizzati. Per questo abbiamo deciso di creare uno strumento che venisse incontro alle esigenze di tutti, consumatori e ristoratori: AppMenu.

Possiamo definire AppMenu una Start up, come sta andando il progetto?

Si, AppMenu nasce quasi per gioco nel marzo 2015…non ha ancora un anno di vita, ma ci siamo subito resi conto tramite indagini sul campo che l’idea piaceva, interessava sia gli addetti ai lavori sia i consumatori. In poco tempo abbiamo ottenuto buoni riscontri. I dati di Google store indicano che l’app è scaricata da quasi 500 utenti, un buon numero considerando che siamo partiti a marzo e che non abbiamo fatto promozione. Questo ci ha spinto ad andare avanti, ottimizzando la comunicazione e al contempo sviluppando nuove funzionalità. Stiamo ad esempio lavorando su un app ibrida che non sia la trasposizione del sito internet, come avviene al momento.

Fabio Signorello
Fabio Signorello

Qual è l’idea vincente di AppMenu?

Sappiamo che ci sono sul mercato tantissime app dedicate al food, ma la nostra si differenzia perché si rivolge in primo luogo al consumatore. La finalità non è commerciale, come avviene per la gran parte delle App.  Vogliamo cercare di soddisfare le esigenze degli utenti, accorciando i tempi di ricerca del locale giusto. Questo è possibile perché l’utente può impostare dei filtri con le proprie priorità sia rispetto ai servizi, come il parcheggio, la Wi-Fi, sia rispetto alla tipologia di menu ricercato.  Il sistema geolocalizza gli utenti, restituendo il nome e le informazioni base dei locali disponibili nella zona di riferimento. Al momento però non è possibile lasciare recensioni.

E i ristoratori cosa devono fare per stare su AppMenu?

Devono avere un menu o dettagliato o raccontato. Mi spiego: ci siamo accorti che molti locali non hanno un menu fisso, ma che questo cambia a seconda dei prodotti disponibili per quella giornata. Per questo abbiamo inserito la possibilità di descrivere la tipologia d’ingredienti utilizzati.

Quanti sono i locali al momento inseriti e come lì individuate?

Il nostro è un progetto nazionale che stiamo cercando di migliorare e ottimizzare per renderlo ancora più funzionale alle esigenze sia degli utenti, sia dei ristoratori. Per adesso i locali inseriti sono 22.000, ma stiamo per acquistare un elenco con 280.000 referenze. Trattandosi di un servizio offerto al consumatore finale sappiamo che è fondamentale avere più locali a disposizione. Li inseriamo come locali basic, una versione friendly che dà la possibilità all’utente finale di sapere che nella zona dove si trova c’è quel ristorante, ma senza tutta una serie d’informazioni a corredo disponibili solo per la versione premium, a pagamento.

Chi sono i sostenitori del progetto: ci sono locali calabresi tra questi? Qual è il punto d’incontro tra App e Calabria?

La nostra App è diffusa su scala nazionale, ma abbiamo anche 20 aziende di ristorazione calabresi. Pensiamo che il progetto abbia buone potenzialità per rilanciare la Calabria e in questo senso vorremmo far conoscere la nostra iniziativa anche agli enti locali. Tra l’altro stiamo sviluppando una sezione riservata dedicata alle eccellenze italiane. L’obiettivo è quello di creare  una corsia preferenziale d’incontro tra produttori e ristoratori. Ovviamente, vorremmo dare visibilità ai prodotti calabresi su vasta scala, spingendo i ristoratori di tutta Italia a provarli! In questo senso, la nostra App può avere un ruolo significativo nella promozione della realtà locale della ristorazione, di alta qualità!

Insomma, un progetto in evoluzione.

Si, siamo impegnati a sviluppare  la fase 2.0 che prevede l’introduzione di nuovi servizi, come le notifiche push, la possibilità per i ristoratori di creare delle offerte e per gli utenti di prenotare direttamente il locale. Crediamo molto anche nella sezione delle eccellenze: proprio adesso siamo alla ricerca di produttori disponibili a sposare questo progetto!