(Ita) Ecojazz, il festival del jazz internazionale simbolo del riscatto dalle mafie, torna a Reggio Calabria

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Le sonorità del jazz internazionale tornano dal 6 al 10 agosto 2019 a Reggio Calabria grazie alla ventottesima edizione di Ecojazz. Il festival simbolo del riscatto dalle mafie, dedicato alla memoria del giudice Scopelliti e di tutte le vittime per la giustizia, promosso dall’associazione Art Blakey, con l’adesione della fondazione Antonino Scopelliti, in partenariato con l’associazione Azimut Alta Formazione, anche quest’anno mira a risvegliare le coscienze con un programma denso di appuntamenti musicali di grande spessore artistico e culturale.

A presentarlo alla pinacoteca di Reggio Calabria è stato il direttore Laganà, con la partecipazione delle istituzioni che patrocinano l’evento – presenti Gianpaolo Latella, portavoce del Presidente del Consiglio regionale, Antonino Castorina, consigliere della città metropolitana e Franco Arcidiaco, delegato alla Cultura del comune di Reggio Calabria.

Corale il ringraziamento dei rappresentanti delle istituzioni, compiaciuti nel costatare la crescita del festival, portato avanti con tanti sforzi dalla prima edizione del 92.

Sbocciato come un fiore in un momento particolare per la nostra città, ha permesso di promuovere attraverso la musica un messaggio di pace e giustizia”, è stata la considerazione di Latella che ha aggiunto come Ecojazz rappresenti un simbolo di riscatto sociale.

Un festival che, per il carattere autentico che concentra in sé storia, cultura e musica dovrebbe essere istituzionalizzato, ha rimarcato Castorina.

Complimenti alla direzione artistica sono giunti anche dal presidente del Parco Ecolandia, Tonino Perna che, riprendendo una constatazione già ravvisata da Laganà lo scorso anno, ha ribadito come Eco-Jazz e Eco-landia sugellino già nei nomi un matrimonio perfetto. Il parco, situato sulla collina di Arghillà di Reggio Calabria, per il secondo anno consecutivo sarà la location in cui si svolgeranno la maggior parte degli eventi artistici.

La musica che si fa a Ecolandia è formazione”, ha commentato Lele Bellomi, presidente di Azimut Alta formazione, ricordando come il Parco sia una finestra sulla storia, grazie al Forte Gullì e sulla cultura, con il suo richiamo al mito, dato il suo affaccio sullo Stretto, ambientazione di numerose leggende.

Un caleidoscopio di emozioni che, come la musica, suggerisce un altro sentire.

Un festival anomalo per il messaggio sociale, che si propone un compito altrettanto importante: unificare le due sponde dello Stretto. A enfatizzarlo è stato il direttore Laganà che ha evidenziato il ruolo di strumento di marketing territoriale del video promo del festival con il quale è stata inaugurata la conferenza stampa. “Vorremmo far capire a tutti la bellezza e la ricchezza del nostro territorio”, ha detto con entusiasmo il direttore.

Il format proposto è sempre lo stesso, alternando eventi dall’alba al tramonto, cominciando dal primo appuntamento alle 4.30 del mattino presso la rotondetta del Lungomare Falcomatà con il progetto originale per Ecojazz di Gabriele Mitelli, nuovo talento top jazz 2017.

La passione traspare forte nelle parole di Laganà mentre illustra il fitto programma. Tra gli eventi “una sorpresa” cui il direttore tiene tanto. La partecipazione con i Resilienza di Gemma Natali. Una pianista d’eccezione, astro del jazz italiano che, dopo essere rimasta paralizzata, ha trasmigrato il suo amore per la musica, spronata anche da Laganà, nella fisarmonica.

E ancora da non perdere Kurt Rosenwinkel, già ospite di Ecojazz 23 anni fa e il concerto di Enrico Rava, recentemente insignito dell’onorificenza di Cavaliere Dell’ordine al merito della Repubblica italiana che torna a Reggio Calabria, affiancato da un altro esponente di rilievo del jazz italiano nel mondo: Danilo Rea, noto per le sue composizioni originali e per le sue capacità di improvvisazione, creatività e sensibilità.

Originale e atipica la performance di musica indiana di Sanjay Banik e Troilee Dutta. Per ricordare le tragedie che si consumano nelle acque del Mediterraneo, lanciando contemporaneamente un messaggio di pace, ascolteremo i Raga, la musica classica indiana che scandisce i diversi momenti della giornata, dall’alba al tramonto.

A chiudere la rassegna sarà il concerto di Bungaro e Ornella Vanoni, la signora della musica che vanta una carriera artistica longeva, che spazia dalla musica d’autore al jazz.

A concludere gli interventi è stata Rosanna Scopelliti, presidente della fondazione omonima che ha ringraziato il direttore artistico di Ecojazz per l’impegno profuso in questi anni per ricordare la memoria di suo padre.

Abbiamo bisogno di stimoli”, è il suo appello, alle amministrazioni in primis, perché si faccia crescere la Calabria viva “che ha voglia di riscattarsi”.

Nel citare la bellezza e il fascino di questa terra, in particolare di Reggio, con il suo lungomare e lo spettacolare scenario che si apre sull’Etna, Rosanna Scopelliti ha lanciato un invito originale. “ Se non sai cos’è allora è jazz”, ha detto riprendendo una frase di Baricco, per ricordare come la musica sia un fiume di emozioni, esortando i cittadini a seguire il grande jazz a Ecolandia.

Lo stesso fiume di emozioni che anche Laganà sprona a seguire rivelandoci il suo sogno: “che arrivasse il giorno in cui le persone andassero a vedere un concerto jazz senza sapere di cosa si parla”.

Perché la musica si ascolta con il cuore…

Appuntamento ad Ecolandia dal 6 al 29 agosto. Un invito esteso anche a coloro che abitano dall’altra parte dello Stretto. Magari utilizzando il biglietto unico per il traghettamento Messina – Villa San Giovanni.

Qui il programma di Ecojazz 2019