(Ita) “Onde Road Music Festival”: quando il finanziamento arriva dalla collettività

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Realizzare un progetto esclusivamente con il finanziamento diffuso dal basso, ovvero grazie al sostegno di un gruppo di persone che credono in un’idea e contribuiscono economicamente affinché venga realizzata secondo una logica trasparente, disintermediata e aperta. È la filosofa del crowdfunding ed è stata la sfida vinta dall’associazione culturale “Across The Universe” che con entusiasmo, professionalità e il contributo di 94 raisers, ha dato vita lo scorso 12 e 13 agosto a “Onde Road Music Festival”.

Scenario di questa prima rassegna musicale è stato il Castello Aragonese. Due serate di musica gratuita tra il blues e il rock and roll con la Blues Power Band, Matthew Lee -uno dei maggiori talenti pianistici italiani- e la partecipazione di più di mille persone, nonostante le condizioni metereologiche avverse.

Abbiamo incontrato Gabriele Marcianò, direttore creativo e ideatore del progetto, nonché presidente dell’associazione “Across The Universe”, per ascoltare la sua esperienza.

 

Com’è nata l’idea di “Onde Road Music Festival” e da dove nasce il nome di questa rassegna?

L’idea è nata dalla volontà di voler portare un festival musicale a Reggio Calabria che potesse fungere da attrattiva turistica in una città che a mio avviso dovrebbe fare del turismo culturale una delle sue risorse principali. Per quanto riguarda il nome della rassegna, ho voluto dare una connotazione al progetto che avesse qualcosa in comune con quanto realizzato negli eventi passati. Uno dei concerti di cui vado più fiero, e organizzato nel 2000 nell’ambito di Bluenote festival, ha riguardato la presenza a Reggio Calabria dei Canned Heat. Un gruppo che ha scritto un pezzo di storia del Rock ‘n roll, che vanta la partecipazione al Festival di Woodstock e l’esibizione al Monterey Pop Festival con Jimi Hendrix e Janis Joplin. Il nome della nostra rassegna nasce dal titolo di uno dei loro più grandi successi: “On the Road Again”.

 

Per realizzare il festival hai scelto una nota piattaforma di crowdfunding, Music Raiser. Perché la scelta di questo strumento? 

Perché desideravo che la mia idea, diventasse un’idea condivisa. La città di Reggio Calabria, intesa come pubblica amministrazione, in questi ultimi 15 anni non ha puntato su iniziative di natura culturale, salvo casi isolati. E allora mi sono detto: “invece di stare a lamentarsi per ciò che gli altri non fanno per la città, proviamo a capire cosa possiamo fare noi per la nostra città”. Da qui è nata l’idea del cofinanziamento del progetto, attraverso il crowdfunding, per coprire una parte delle spese di gestione.

 

Quali sono gli step per chi vuole utilizzare questo strumento e quali sono state le difficoltà che hai incontrato?

Per prima cosa devi avere un’idea. Poi bisogna individuare la piattaforma che fa al caso tuo, ce ne sono diverse. Una volta trovato lo strumento c’è da superare una rigida selezione; se il progetto viene ritenuto valido viene fissato il budget necessario a realizzarlo e una scadenza entro la quale deve essere raggiunto l’obiettivo minimo. L’ultimo step riguarda la campagna di raccolta fondi.

Le difficoltà incontrate sono state tante. La difficoltà più grande è stata la natura del progetto perché la maggior parte dei progetti finanziati dalla piattaforma che ho scelto riguardano la produzione di album. Per questo motivo l’obiettivo minimo che mi è stato concesso è stato 3.500 euro. Sapevo che non sarebbe stato sufficiente alla realizzazione del progetto, anche se noi abbiamo scelto sin da subito di investire una cospicua parte del budget necessario. Poi ci sono state difficoltà di ordine burocratico, organizzativo e anche economico dovute al fatto che il contributo raccolto non è stato messo subito a disposizione dalla piattaforma, per cui abbiamo dovuto anticipare tutte le spese.

 

Quindi possiamo dire che non ci si alza una mattina e si decide di organizzare un festival con l’aiuto dei cittadini.

Assolutamente no. Ci vuole esperienza nel settore in cui ci si propone, credibilità, perché stai chiedendo ad altre persone di investire dei soldi, seppur pochi (ogni raiser può scegliere il contributo da destinare e nel caso di “Onde Road Music Festival” la donazione minima era di 8 euro ndr). E infine bisogna essere disposti ad investire tempo e anche risorse economiche proprie. Il vantaggio di utilizzare questo genere di piattaforme è che è tutto tracciato e trasparente. Se non avessi raggiunto l’obiettivo minimo, tutti i soldi sarebbero stati restituiti ai raisers.

 

È prevista una seconda edizione?

Sì, dal momento che il bilancio è stato positivo, sia in termini di partecipazione all’iniziativa che di raggiungimento obiettivo. Vero è che in questa prima edizione abbiamo richiesto ed ottenuto il Patrocinio morale gratuito del Comune di Reggio Calabria e un supporto logistico senza alcun aggravio di spesa. La prossima edizione mi piacerebbe che fosse una partecipazione più concreta. La pubblica amministrazione non può esimersi dall’investire sulla cultura. Le manifestazioni musicali e culturali in generale, muovono tantissime persone e sarebbe davvero un peccato non cogliere l’opportunità di richiamare turisti da tutta l’Europa in una città che ha uno dei palcoscenici naturali più suggestivi al mondo.

 

Maggiori informazioni sulla rassegna le trovate qui https://www.facebook.com/onderoadmusicfestival/?fref=ts