(Ita) Pentedattilo, da borgo fantasma a palcoscenico internazionale dei cortometraggi.

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yescalabria_pentedattilo_20L’appuntamento internazionale con i corti d’autore, che dal 2006 anima uno dei borghi più belli d’Italia, quest’anno torna in versione invernale. Per cinque giorni, dal 7 all’11 dicembre, il presepe naturale di Pentedattilo, in provincia di Reggio Calabria, risplenderà di luci, suoni, voci, divenendo il sipario di un viaggio culturale che affronta, attraverso il linguaggio diretto del corto, tematiche contemporanee, raccontate attraverso il punto di vista di registi e produttori di tutto il mondo.

A presentare alla stampa il festival sono stati i direttori artistici Americo Melchionda e Emanuele Milasi, il regista del film “L’asino vola” anche giurato della sezione “Showcase Calabria”, Paolo Tripodi, la direttrice di produzione del festival, Maria Milasi che ha moderato l’incontro. Per le istituzioni, a portare i saluti del comune di Melito Porto Salvo, l’assessore alla cultura Patrizia Crea che ha invitato i visitatori del borgo antico “a guardarsi intorno”, ringraziando gli organizzatori del festival per “l’impegno a far crescere il territorio”.

Ci piacerebbe accogliervi con lo stato d’animo che condividiamo noi dello staff, quello che ci ha guidato in questi dieci anni”. Così Maria Milasi, dopo un piccolo assaggio video dei corti selezionati – 69 film in concorso e 16 fuori concorso – ha introdotto i giornalisti nel backstage del festival, attraverso un testo composto da Manuele Milasi e Americo Melchionda che riassume lo spirito dell’organizzazione, dalla prima all’ultima edizione. “10 volte qui e continuiamo a parlarvi con linguaggio dei corti. Benvenuti a Pentedattilo” è l’incipit di un viaggio nel tempo che ci porta alla decima edizione: “un futuro distopico. Una bambina abbandonata in una nave. Una legge sulla felicità. Qual è l’immagine che ci rimarrà in mente quest’anno? Siamo alla decima edizione. C’è una gallina e una guerra, due ragazzi che s’innamorano in terra straniera e un bambino che non può festeggiare il Natale. Posa i tuoi occhi sulle mura illuminate del borgo e decidi quale sguardo ti rappresenta”.

Siamo felici di essere arrivati al decimo anno – risuona orgogliosa la voce di Emanuele Milasi mentre ripercorre la storia del festival – siamo partiti con l’idea di unire le forze tra diverse associazioni che negli anni hanno collaborato per la rivalorizzazione del borgo, per creare un punto di riferimento che portasse nel borgo forze nuove”. Alla fine la componente artistica del gruppo ha vinto ed è nato il festival. C’è quindi un legame mistico tra borgo e festival. “Il borgo – ha continuato Milasi – è cresciuto con il festival”. Uno dei pochi esempi di osmosi tra habitat e evento. Le case, la chiesa consacrata prendono vita per abbracciare i visitatori e offrire le proprie pareti per la proiezione dei corti; e ancora il borgo diventa spazio di aggregazione e scambio culturale tra registi, produttori venuti da tutto il mondo e gli spettatori. E il festival? Uno spazio artistico unico nel suo genere che dà voce a una forma espressiva che ha ancora poco seguito in Italia: il cortometraggio. “Il festival di Pentedattilo è una vera e propria comunità fatta di gente che produce cinema e di giovani film-makers che vogliono imparare la settima arte”. “Non dobbiamo dimenticare che da qui sono passati registi che sono arrivati all’Oscar”. Emanuele Milasi cita Vittorio De Seta, ospite della seconda edizione e lo sceneggiatore Massimo Gaudioso.  “Accogliamo gli autori di tutto il mondo – ha ribadito Maria Milasi, evidenziando come il festival dà voce al linguaggio cinematografico dei giovani cineasti e rappresenta in questo senso una proiezione sul futuro e sulle tematiche generazionali. Non a caso quest’anno i temi principali sono l’immigrazione, l’integrazione, la xenofobia, la guerra, i futuri possibili, senza disdegnare le storie comiche. “Il festival è un orizzonte estremamente locale, ma anche globale” è il commento della sceneggiatrice Alessia Rotondo, tra i selezionatori dei cortometraggi in concorso, che ha evidenziato come il passaparola porti ogni anno, nel piccolo borgo arroccato di Pentedattilo, tantissimi registi stranieri, oltre che italiani.

Abbiamo visioni in prima mondiale, come quella del regista argentino Fernando Caneda con il suo Firpo, altri corti in prima europea, nazionale e regionale” ha aggiunto Maria Milasi, sottolineando come si tratti di “piccoli gioielli che altrimenti in pochi potrebbero conoscere”. Questo perché il cortometraggio è un genere difficile e poco valorizzato.

Altro elemento importante del festival è l’attenzione verso il segmento dell’animazione. “La nostra sezione animazione – ha commentato Emanuele Milasi – è di ottimo livello”. Quest’anno poi ci sarà un workshop di due giorni – il 10 e l’11 dicembre – sull’animazione cinematografica diretto da Marino Guarnieri, tra l’altro direttore artistico dell’Arte della felicità, il film d’animazione di Luciano Stella che ha vinto il premio miglior opera prima al London Raindance Festival e il premio miglior film d’animazione all’European Film Award nel 2014.

Il Pentedattilo Film Festival non è soltanto un’immersione nel mondo del cortometraggio, ma è una finestra sulla cultura grazie a laboratori, incontri con gli autori e concerti. E quest’anno diventa anche un festival itinerante grazie agli eventi di apertura e chiusura che si terranno al teatro Francesco Cilea: il 7 dicembre, con la proiezione del film fuori concorso “Asino Vola” del regista reggino Paolo Tripodi e Marcello Fonte e l’11 dicembre con la cerimonia di premiazione.

“Il mio piccolo sogno – ha concluso Americo Melchionda – è vedere crescere in pochi anni Pentedattilo, con diverse strutture capaci d’accogliere tanti visitatori”.

Vi diamo appuntamento al 7 dicembre. E per conoscere i corti in programma vi consigliamo di visitare il sito http://www.pentedattilofilmfestival.net/il-festival.html e la pagina Facebook https://www.facebook.com/Pentedattilo.Film.Festival/?fref=ts

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