Le città ingovernabili: il caso Messina

3,00 I.V.A. inclusa

«Piove, governo ladro» – si diceva una volta. Oggi il malessere dei cittadini si riversa soprattutto sugli amministratori locali, sindaco in primis. Governare le città in Italia, e non solo, è diventata un’impresa ardua, faticosa e a rischio.
La politica di austerity ha prodotto negli ultimi anni tagli crescenti delle risorse finanziarie agli enti locali proprio nel momento in cui la crisi economica produceva povertà, disoccupazione ed emarginazione di una parte rilevante della popolazione. Da un decennio i governi scaricano sugli enti locali il costo sociale e politico della crisi. I Comuni hanno così perso progressivamente l’autonomia e sono diventati schiavi del debito accumulato da altri. La stessa democrazia, che è nata nella “polis,” viene oggi duramente mutilata.
In questo scenario va letta la vittoria (incredibile) di Renato Accorinti e del movimento “Cambiamo Messina dal Basso”. Messina, dopo decenni di declino economico e morale, ha compiuto nel giugno del 2013 un miracolo ed ha vissuto un sogno. Per un attimo ha stupito l’Italia intera, e non solo, diventando un punto di riferimento per il riscatto del Sud. Ma, la dura realtà dell’amministrare, del fare i conti con una montagna di debiti ed una serie di errori hanno fatto perdere l’entusiasmo iniziale e la speranza in un cambiamento radicale. Sarebbe però un errore buttare il bambino con l’acqua sporca e non ricavare da questa esperienza una lezione politica. “Se questo sogno non tornerà mai più…” non bisogna far tornare indietro la storia civile di questa meravigliosa città mediterranea.

Autore: Tonino Perna
Editore: Città del sole
Formato disponibile: ,
Anno edizione: 2016
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«Piove, governo ladro» – si diceva una volta. Oggi il malessere dei cittadini si riversa soprattutto sugli amministratori locali, sindaco in primis. Governare le città in Italia, e non solo, è diventata un’impresa ardua, faticosa e a rischio.
La politica di austerity ha prodotto negli ultimi anni tagli crescenti delle risorse finanziarie agli enti locali proprio nel momento in cui la crisi economica produceva povertà, disoccupazione ed emarginazione di una parte rilevante della popolazione. Da un decennio i governi scaricano sugli enti locali il costo sociale e politico della crisi. I Comuni hanno così perso progressivamente l’autonomia e sono diventati schiavi del debito accumulato da altri. La stessa democrazia, che è nata nella “polis,” viene oggi duramente mutilata.
In questo scenario va letta la vittoria (incredibile) di Renato Accorinti e del movimento “Cambiamo Messina dal Basso”. Messina, dopo decenni di declino economico e morale, ha compiuto nel giugno del 2013 un miracolo ed ha vissuto un sogno. Per un attimo ha stupito l’Italia intera, e non solo, diventando un punto di riferimento per il riscatto del Sud. Ma, la dura realtà dell’amministrare, del fare i conti con una montagna di debiti ed una serie di errori hanno fatto perdere l’entusiasmo iniziale e la speranza in un cambiamento radicale. Sarebbe però un errore buttare il bambino con l’acqua sporca e non ricavare da questa esperienza una lezione politica. “Se questo sogno non tornerà mai più…” non bisogna far tornare indietro la storia civile di questa meravigliosa città mediterranea.

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Tonino Perna

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Città del sole

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Anno edizione

2016