(Ita) Saracena (CS): a scuola un laboratorio di robotica

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Enrico De Santo

In un momento non proprio felice per la scuola italiana, tra tagli alle risorse e nuove problematiche che riguardano il personale e gli studenti, ogni tanto capita di imbattersi in alcune belle notizie che resuscitano l’ottimismo.

Saracena, piccolo borgo della provincia di Cosenza, tra il Pollino e la Piana di Sibari, noto per le sue origini arabe, le sue montagne e il vino passito.  Nei giorni scorsi, presso i locali della Scuola Secondaria di I Grado, su iniziativa della dirigente scolastica, prof.ssa Elena Pappalardo, e con la collaborazione del locale Comitato Genitori che ha curato la parte organizzativa, è stato inaugurato un laboratorio di robotica e progettazione in 3D (FabLab 3D e Robotica), realizzato con i “fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale”.

Elena Pappalardo

Si tratta di un atelier creativo, che, come ha sottolineato il prof. Enrico De Santo, ha alla base “l’idea di riportare a scuola il fascino dell’artigiano, del ‘maker’ e dello sperimentatore, attraverso lo sviluppo negli alunni della consapevolezza che gli oggetti si possano progettare e creare”.

Il laboratorio permette agli studenti di “seguire tutti i passi per la progettazione e la costruzione di oggetti fisici anche di elevata complessità. E’, in pratica, un ambiente didattico altamente funzionale per stimolare la partecipazione, un modo empirico per apprendere impegnativi concetti di natura scientifica”.

Ad esso è stata associata una “zona specializzata per la modellazione solida tridimensionale, in grado di fornire un flusso di lavoro completo, composta da uno scanner 3D in grado di acquisire oggetti reali di qualsiasi dimensione e restituire un modello tridimensionale (mesh) a nuvola di punti, un software di modellazione 3D per rielaborare digitalmente i modelli tridimensionali acquisiti, privilegiando soluzioni Open Source e gratuite, utilizzabili anche a casa, una LIM con videoproiettore 3D e 10 paia di occhiali 3D, per visualizzare in 3D i modelli elaborati, e permettere a tutta la classe di analizzare il modello 3D prima della effettiva realizzazione, una stampante 3D per la creazione degli oggetti elaborati digitalmente”.

Insomma, un modo per aprire la scuola a nuovi campi di apprendimento ed esperienze, valorizzando le nuove tecnologie.