C’è l’horeca nel futuro del nuovo Caffè Mauro, è l’articolo pubblicato su Food&Beverage

La lunga ristrutturazione è finita e i risultati sono arrivati. Caffè Mauro, per la prima volta nella sua storia, ha superato nel 2018 i 20 milioni di fatturato. Si è così chiuso l’ultimo capitolo del rilancio dell’azienda di Villa San Giovanni (Rc) specializzata nella produzione di caffè dal 1949 e rilevata nel 2008 dalla Independent Investment della famiglia Capua, holding nata nello stesso anno con l’obiettivo di acquisire e rilanciare eccellenze del made in Italy.

È particolarmente orgoglioso del successo di Caffè Mauro, Fabrizio Capua, presidente e amministratore delegato della holding, la cui famiglia è sempre stata attiva nel settore dell’agroalimentare fin dal 1884, con un’impresa leader nella produzione di agrumi e di concentrato di arancia per la Fanta, in un rapporto in franchising; un’attività poi venduta per “un desiderio di libertà”, come ammette il presidente.

È iniziata così l’avventura con Caffè Mauro, azienda con una capacità produttiva inespressa e in difficoltà per un difficile passaggio generazionale. Un lavoro di ristrutturazione a 360° l’ha portata dai 13 milioni di euro del 2008 agli attuali 20, in utile da 4 anni. L’investimento è stato importante (10 milioni di euro in
10 anni), con un orientamento deciso verso l’horeca, il 60% tra Italia ed estero, con la presenza in 1.500 bar gestiti direttamente. Il 40% della produzione è indirizzata in 60 Paesi: oltre ai mercati consolidati come Canada e Germania, negli ultimi anni Caffè Mauro è cresciuto in Israele, Ungheria, Grecia, Malta, dove da diversi anni registra incrementi a doppia cifra. La Grande distribuzione organizzata pesa per il 20%, mentre il resto è rappresentato dal vending, con il caffè in grani e in capsule.

La nostra forza è nella lavorazione tradizionale che abbiamo mantenuto tostiamo lentamente, una metodologia antica realizzata con macchinari moderni, un processo costoso, ma che garantisce la qualità del prodotto e ha valorizzato il brand posizionandolo tra i primi player del settore”, sottolinea Capua. Una visione di lungo periodo che ha portato ad approvare il nuovo Piano industriale (2018-2021) che mira a una crescita complessiva del 15%, +3 milioni di euro. Inoltre, l’azienda punta
nel triennio a raggiungere con l’estero il 50% di incidenza sul business.

Per quanto riguarda l’horeca, si punta a raddoppiare i punti vendita serviti, ma ci si concentrerà anche nel retail: “Per i caffè a marchio inaugureremo il primo flagship store a Milano nel 2020, dando inizio a un’importante serie di aperture in Italia e all’estero -prosegue Fabrizio Capua- Nel contempo stiamo subentrando in caffè di particolare prestigio storico e turistico: abbiamo iniziato con l’acquisizione e il restyling del Bar del Porto a Porto Ercole, all’Argentario, un locale da sempre meta del jet set
internazionale, che inaugureremo prima dell’estate”.

In programma c’è spazio anche per la formazione con la creazione dell’Accademia del Caffè Mauro con l’obiettivo di cercare soluzioni innovative e adeguate alle esigenze di mercato e aggiornare la professionalità degli operatori.

Articolo di Food&Beverage

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