Il gelso bianco, proprietà e benefici di un frutto che sopravvive in Calabria

Lungo le coste e nelle campagne di Calabria e Sicilia è ancora possibile imbattersi nei frutti dei gelsi, un tempo una delle piante più diffuse in Italia, oggi abbastanza rara per via del declino dell’allevamento dei bachi da seta, che traevano proprio dalle foglie del gelso il loro unico nutrimento. La raccolta delle more di gelso ha inizio a maggio e continua fino alla metà di luglio.

Il gelso bianco, in particolare, il cui nome scientifico è Morus alba, e che si differenzia dal nero, Morus nigra, per il colore bianco-rosato anziché rosso cupo ed il sapore agrodolce, è originario della Cina ed è stato da sempre impiegato nella medicina tradizionale per via delle sue proprietà curative e benefiche naturali: il frutto, infatti, è ricco di sali minerali (calcio, magnesio, ferro, potassio, fosforo), vitamine del gruppo B, A, E e K, vitamina C, che rinforzano il sistema immunitario, migliorano le funzioni epatiche e proteggono le cellule di occhi, cute e capelli. Il consumo di questo frutto assicura quindi un buon apporto di antiossidanti efficaci nel contrastare i radicali liberi, le infiammazioni, il mal di testa e la tosse; inoltre, il gelso bianco viene utilizzato nel trattamento di patologie come ipertensione, colesterolo alto e diabete, per via del suo scarso contenuto calorico, ed è ricco di resveratrolo, una sostanza utile a combattere il cancro e le malattie del cuore. Esso è anche un efficace diuretico e detossificante, utile a reintegrare i sali minerali dopo l’attività fisica, funge da aiuto naturale alla regolarità intestinale grazie all’apporto di fibre alimentari e contrasta l’invecchiamento precoce, la perdita di capelli e le vertigini.

Ma le sue modalità di impiego sono molteplici. Già in tempi antichi, la pianta di gelso bianco era utilizzata come ornamento, e anche per ricavare legname, sia da ardere, sia per intersiare cestini e botti. Dai frutti del gelso bianco, poi, si estraggono anche oli essenziali profumati impiegati come aromatizzanti naturali, soprattutto nei preparati cosmetici naturali e nei composti per le sigarette elettroniche. Ma è possibile utilizzarli anche per preparare gustose marmellate, sciroppi, liquori e decotti, oltre alla famosa granita di gelsi siciliana.

 

Curiosità:

  • Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia definiva la pianta di gelso sapientissima arborum, il più saggio degli alberi perché l’ultimo ad attendere la fine dell’inverno per emettere il fogliame; egli, inoltre, narrava presso i Romani che i frutti acerbi del gelso nero, se portati addosso, arrestavano le emorragie, mentre quelli maturi uniti a miele, agresto secco, mirra e zafferano erano consigliati per combattere il mal di gola e i disturbi di stomaco.
  • Ovidio nelle Metamorfosi narra la storia Piramo e Tisbe: contrastati dai parenti, i due si incontravano segretamente, Tisbe un giorno fu creduta morta da Piramo, che alla notizia si uccise e Tisbe a sua volta morì di dolore. Il dramma d’amore si consumò ai piedi di un gelso i cui frutti, dapprima bianchi, si tinsero di rosso col sangue dei due amanti.
  • Per preparare la marmellata di gelsi, occorre far bollire in una pentola i frutti con acqua, succo di limone, zucchero e pezzetti di mela per circa 25-30 minuti, fino a che il composto non sarà addensato, poi travasarlo in un barattolo sterilizzato e conservarlo al buio in un luogo fresco e asciutto.
  • Ecco la ricetta del benefico sciroppo d’amura, un antico preparato di origine calabrese: *

 

INGREDIENTI

 2 kg di more di gelso grandi e succose;

  • zucchero q.b;
  • scorza di limone.

 

PREPARAZIONE

Lavate le more sotto l’acqua corrente, tamponatele con un telo e lasciatele asciugare per qualche ora. Mettetele in una ciotola, schiacciatele prima con un forchetta e poi frullate con il mixer o con un passaverdure. Filtrate le more aiutandovi con un colino a maglie molto strette, schiacciando il composto per estrarre più succo possibile.

Ora pesate il liquido, mettetelo in una pentola insieme allo zucchero dello stesso peso del succo di gelso e alla scorza di limone, portate ad ebollizione e fate cuocere a fiamma bassa mescolando per 15 minuti.

Lasciate raffreddare, togliete la scorza e versate in bottiglie o barattoli a chiusura ermetica sterilizzati precedentemente che potrete conservare un frigo oppure, per una conserva più duratura, farete bollire ben chiusi per un’altra mezz’oretta.

Potrete usare lo sciroppo di gelso per guarnire torte, macedonie e gelati, per preparare un’ottima bibita estiva allungandone con acqua due dita per bicchiere e infine, mettendola a gelare nel freezer, frullandola delicatamente e ripetendo l’operazione almeno due volte, otterrete una deliziosa granita di more di gelso alla siciliana.

*fonte: http://www.reportageonline.it

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