Ligabue torna ad incantare Reggio Calabria registrando il tutto esaurito

Luciano Ligabue torna ad incantare la città di Reggio Calabria con il primo dei due concerti previsti al PalaCalafiore (stasera 21 febbraio previsto il secondo e ultimo live).
Un tour che per la prima volta inizia dal sud: un edema alle corde vocali ha, infatti, costretto il rocker di Correggio a far slittare i concerti di apertura a Roma del “Made in Italy Palasport Tour“. Dopo le prime tre date di debutto ad Acireale, in Sicilia, Ligabue è quindi approdato a Reggio Calabria. Un’attesa durata diversi anni. Era, infatti, dal 2011 che Luciano Ligabue non si esibiva dal vivo in riva allo stretto. Allora è stata la volta del tour nei teatri. Sono, invece, passati diciotto anni dall’ultima esibizione del cantautore emiliano al PalaCalafiore di Reggio Calabria, in occasione del “Miss Mondo Tour”.
Che i fan attendessero impazienti il loro idolo, lo si comprende dal fatto che la data del 20 febbraio ha registrato in pochi giorni il tutto esaurito, spingendo gli organizzatori a prevedere una seconda serata.
Il rocker sale sul palco presentando il suo nuovo album Made in Italy (che dà il titolo al tour), uscito lo scorso novembre e che ha conquistato in pochissimi giorni il disco di Platino. A salutare il pubblico calabrese è un Ligabue più pacato, misurato, che si esprime sempre più in musica e meno a parole. Senza un attimo di pausa inizia a cantare una dopo l’altra le canzoni inedite che raccontano una storia, quella di Riko e delle sua vita travagliata, in una sorta di crisi che colpisce la sfera lavorativa, ma anche quella affettiva. Riko, il cui nome è anche inserito nel titolo di una canzone (Mi chiamano tutti Riko) è una sorta di alter ego del rocker, l’uomo che lui stesso, a detta di Ligabue, sarebbe diventato se non avesse intrapreso la carriera musicale. Che Riko sia un alter ego dell’artista lo si intuisce anche dal fatto che il suo secondo nome sia Riccardo.
Si parte con “La Vita facile”, dove il protagonista racconta un paese che non ha più scuse, “che fa finta di cambiare e intanto resta a guardare”.
Ligabue continua la prima parte del suo concerto con le restanti tredici canzoni di “Made in Italy”. Un album in cui si evince, appunto, un “amore frustrato verso il proprio paese” ed un lavoro sempre più precario come quello delle canzoni “G come Giungla” e “Meno male” in cui Riko si trova ad essere contento quando ad essere licenziati sono gli altri, perché questo vuol dire che non è arrivato il suo di turno.
Spazio naturalmente ai sentimenti, come ad esempio in “Made in Italy”, dove emerge un amore smisurato verso il Bel Paese, attraversato da nord a sud e con un omaggio fotografico a Reggio Calabria. Sul palco “sale” anche un po’ di leggerezza, raccontata nella canzone “È venerdì, non mi rompete i coglioni”. Quel momento della settimana in cui ognuno di noi prova a lasciarsi alle spalle i problemi quotidiani.
Ligabue dopo aver cantato le prime sei canzoni senza interruzioni, attraversa la passerella del palco e introduce la settima canzone dell’album “Ho fatto in tempo ad avere un futuro“. “Canzone in cui Riko – racconta il rocker – ha fatto in tempo a credere che la politica potesse rendere il mondo un po’ più giusto e, tutto sommato, anche se adesso prova una delusione profonda, è contento di aver fatto in tempo ad avere un futuro che non fosse soltanto per lui”.

La seconda parte del concerto è dedicata a grandi classici come “I ragazzi sono in giro“, “L‘odore del sesso” e “Questa è la mia vita” – in cui Luciano abbraccia letteralmente i fan sotto il palco -, e a canzoni più recenti come “Per sempre” dove echeggia in ogni strofa l’amore per la famiglia e la quotidianità del bambino che è stato.
È la volta del momento acustico. Ligabue si rivolge nuovamente al pubblico constatando che “ci sono molti giovanissimi e questo mi rende felice, ma adesso devo fare un salto indietro nel tempo, quando ancora molti di voi non erano nati. Siamo negli anni ’90, anni in cui nei concerti si usava fare il momento acustico. Questo è quello che sta per accadere adesso”. Chitarra, batteria e voce fanno da apripista alla terza parte del concerto con le strofe di “Non è tempo per noi”, e “Lambrusco e Pop Corn“.
L’ultima parte è dedicata agli irrinunciabili di ogni live di Ligabue: “Piccola stella senza cielo” che quest’anno festeggia 27 anni dall’esordio, “Balliamo sul mondo” e Tra palco e realtà”.
Dopo due ore intense di musica resta solo lo spazio per la presentazione della band, l’intramontabile “Certe notti” e per un ultimo saluto, quello con cui Ligabue chiude ogni suo concerto, sulle note di “Urlando contro il Cielo“.
Appuntamento questa sera con l’ultimo dei due live nella città di Reggio Calabria.

 

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