Sant’Anna di Seminara: un viaggio tra storia e antiche tradizioni artigianali

Tra Melicuccà e Seminara, lambito dal torrente Torbido, si trova un piccolo borgo agricolo circondato da maestose e secolari piante d’ulivo: Sant’Anna. A svelarci la sua storia è stato un nostro lettore, Paolo Albanese. Sue anche le foto.

Le origini di Sant’Anna, anche se sembrano molto antiche, sono poco conosciute. A conferirgli questo nome, secondo quanto riportato da De Salvo, sono stati i monaci Basiliani che, provenendo dall’Oriente, diffusero il culto di S. Anna, sposa di Gioacchino e madre di Maria. Precedentemente, il paesino si chiamava Decastidium o Decastadium e costituiva una delle tappe dell’itinerario tracciato dall’imperatore Antonino il Pio che comprendeva, inoltre, Vibona, Nicotera , Mallia , Columna (Colonna Reggina). Il nome antico è da attribuirsi all’abbondanza di acqua che regnava in questa zona e alle famose dieci sorgenti ormai scomparse.  Testimonianza di quell’antica ricchezza sono la sorgente di Basilicò, Martara e la fonte “Acqua Lontana”, quest’ultima situata vicino alla più antica Chiesa del paese, quella di S. Luigi. Per raggiungerla occorre attraversare una strada molto ripida. Tanto da meritare la denominazione “lontana”, proprio in ricordo della fatica percepita dagli uomini e donne che vi si recavano in passato. Questa fonte ha una storia che risale all’impero romano. Come racconta Antonio De Salvo “Acqua Lontana” rappresentava un punto di riferimento per chi, proveniendo dall’antica via Popilia, costruita nel 130 a.c., doveva deviare verso Melicuccà o gli altri centri abitati dell’Aspromonte. Qui un tempo le donne del paese si recavano per fare il bucato. Gli anziani del paese raccontano che quest’acqua ha delle proprietà prodigiose, in quanto è calda in inverno e fredda in estate.

La fonte, oggi restaurata grazie alla sinergia delle associazioni Tarramala e Amici Della Grotta con l’amministrazione comunale, rappresenta un luogo simbolo della vita di un tempo, nonché precursore dei nuovi sistemi di energia rinnovabile: l’acqua veniva infatti sfruttata per mettere in funzione i vecchi frantoi che costellavano la zona.

Sant’Anna offre anche una viva testimonianza di quelle che sono le tradizioni di questi luoghi. Ogni domenica bambine, signore e nonne si danno appuntamento in questo borgo per prendere parte al Salotto di Penelope, organizzato dall’associazione Terramala, per imparare l’arte antica del ricamo e dell’uncinetto.

Cosa ne dite di una gita domenicale in questo luogo tra storia e tradizione? Magari di passaggio verso Seminara, per acquistare una delle rinomate ceramiche del posto.

 

 

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