Nel cuore dell’Aspromonte, alla scoperta di Gerace

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Foto di www.strettoweb.com

Oggi con le Guide di Marco Polo, vi portiamo a Gerace, nel cuore del Parco dell’Aspromonte: un vero e proprio gioiello incastonato su una collina che si affaccia sul mar Ionio e abbraccia la zona della Locride.

Per raggiungerlo abbiamo percorso la SS 106 che da Reggio Calabria attraversa tutti i principali comuni dell’area Grecanica, qui dove la natura ha scelto di mostrarsi in tutta la sua selvaggia bellezza. Un paesaggio aspro e ancora incontaminato che ci porta da Montebbello Jonico a Pentedattilo, facilmente distinguibile sulla sinistra da una maestosa montagna raffigurante le cinque dita di una mano. Proseguendo verso nord, oltrepassiamo Condofuri, Bova Marina, Palizzi Marina, Capo Spartivento, Brancaleone, Bianco e Bovalino, fino ad arrivare a Locri. Il borgo di Gerace si trova a circa 10 km da qui e l’influenza della colonia greca di Locri Epizefiri traspare già dall’origine del nome Gerace, il cui significato ruota intorno ad alcune ipotesi. La prima si collega alla storia della Locri magnogreca alla quale sembrerebbe collegata come acropoli (Hieros-akis= vetta sacra). La seconda ipotesi, più accreditata, è legata alla leggenda del volo propiziatorio di uno sparviero (in greco Hierax) che posatosi sopra il massiccio roccioso, indicò ai profughi locresi il punto esatto in cui fondare una nuova città.

Ciò che colpisce appena si arriva a Gerace è la sua eleganza. A dominare questo borgo perfettamente conservato, splendidi edifici di epoca bizantina e normanna, un dedalo di stradine ciottolate, vicoli stretti da esplorare e numerose chiese. La presenza di così tanti luoghi sacri in un borgo così piccolo (più di 100 in passato) trova le sue radici sia nella presenza millenaria della sede vescovile che nel cospicuo numero di patronati laici.

Una città che ha subito nei secoli diverse influenze e dominazioni, tra cui quella araba e normanna. Esplorata dai greci e dai romani, con i bizantini e i normanni assume un ruolo importantissimo nell’economia del controllo del territorio per la sua eccezionale posizione strategica, prendendo la denominazione di “Città bella, grande e illustre”.

Tra i luoghi sacri da non perdere ricordiamo il Duomo dell’Assunta, il più grande edificio religioso di tutta la regione Calabria. Pur essendo stato consacrato all’epoca della dominazione bizantina, la cattedrale segue lo stile architettonico normanno. Meritano, inoltre, una visita la chiesa di San Francesco di ispirazione arabo-normanna e la chiesetta bizantina di San Giovannello dove la messa viene celebrata secondo il rito ortodosso.

Dopo il sacro lasciamo anche un po’ di spazio per il profano. Tra gli indirizzi suggeriti dalle Guide di Marco Polo vi è Il Brillo Parlante dove gustare dell’ottimo vino locale e assaggiare piatti tipici della cucina calabrese. Per lo shopping andiamo a conoscere la storia delle ceramiche, ispirate a gusti ornamentali tipiche delle botteghe veneziane del ‘500 e della tessitura artigianale: all’interno della Cooperativa sociale Aracne del gruppo GOEL vengono realizzati tessuti tradizionali e biancheria per la tavola lavorati al telaio.

Quando andare? Il periodo più suggestivo per visitare Gerace è l’ultima settimana di luglio in cui si trasforma in un “Borgo incantato” e le strade del centro storico lasciano spazio alle esibizioni di artisti di strada provenienti da tutto il mondo. “Il Borgo Incantato: l’arte di strada nei vicoli” è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che desiderano riscoprire le tradizioni locali e conoscere le culture straniere più disparate che hanno fatto la storia di Gerace.

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