Giovani promesse e stilisti rinomati: dalla Calabria per riaffermare la cultura della moda italiana [approfondimento]

Quando abbiamo appreso la notizia che il marchio Versace sarebbe diventato di proprietà di Michael Kors abbiamo sentito un tonfo al cuore. Come italiani e come calabresi.

Perché è vero che Gianni Versace ha costruito il suo impero lontano dalla città natale, ma il suo carisma, il suo estro e la sua capacità di creare cultura della moda hanno “pietrificato” centinaia di giovani stilisti, anche calabresi, irretiti da una Gorgone che è impossibile dimenticare. Un brand – egida leggendario, proprio come invincibile è lo scudo di Atena con l’effige di Medusa.

E allora direte? Dinanzi al prolungarsi di un periodo buio per uno dei settori ambasciatori del made in Italy, che ha visto lentamente cedere in mani straniere brand importanti quali Fendi, Gucci, Krizia, Loro Piana, Valentino, ci siamo chiesti come difendere e riaffermare la cultura della moda italiana, partendo dalla Calabria.

Perché di giovani stilisti di talento la nostra Regione è ricca, come dimostrato dall’International Fashion Week che si è svolto in riva allo Stretto in primavera. Uno sbocciare d’idee creative che ha visto neo proposte a fianco di stilisti affermati e amati. Come Gianni Sapone, ribattezzato Golden boy della new wave della moda italiana, astro di un firmamento che premia l’essenza della donna sublimandone la bellezza.

E proprio a lui ci siamo rivolti, per avere un’opinione da parte di chi la moda la vive, ma soprattutto, conoscendo la passione e l’ottimismo di Gianni, per essere contaminati dal suo fervore e guardare avanti.

La notizia circolava da un po’ tra gli addetti ai lavori, ma siamo rimasti comunque spiazzati. Donatella avrà avuto le sue ottime motivazioni per vendere agli americani. Ovviamente, mi dispiace, sia come reggino, sia come italiano perché non se ne va solo un pezzo di storia dell’alta moda del Bel Paese, ma anche un vessillo della nostra Calabria”.

Hai detto bene Gianni, forse il rammarico più grande è legato al depauperamento della cultura della moda italiana. Come mai questo salasso?

Orchidea “new collection” Haute Couture 2016/2017

Negli ultimi anni si punta alla quantità e non alla qualità. Versace è la qualità e rappresenterà una grande sfida per Michael Kors; ma ciò che sta accadendo fa capire quanto poco siano tutelati gli stilisti italiani. Non c’è un marchio che garantisca le nostre creazioni, tanto che possono essere facilmente copiate. Eppure, restiamo tra gli stilisti più ambiti al mondo”.

Si sta perdendo quella che io definisco “l’educazione del vestito” – continua Gianni. “Personalmente ho avuto la fortuna di apprendere a “fare un vestito educato” quando lavoravo per Fausto Sarli, il signore dell’alta moda, conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Quando eravamo in prova Fausto Sarli mi diceva di guardare il vestito nel rispetto della donna. Ancora oggi ci tengo molto!”.

Per studiare un vestito educato, oltre che pensarlo, bisogna saperlo realizzare, quindi cucirlo. Mi sembra di capire che l’abilità sartoriale conti molto.

Certamente. Purtroppo in Italia è un mestiere che sta scomparendo. Ovviamente parlo di sarti “rifiniti”, capaci di curare i minimi dettagli. Molto spesso i ragazzi vengono da noi convinti di “arrivare subito”, ma è un lavoro che richiede tempo speso ad imparare. Trovare artigiani professionisti non è facile; eppure noi stilisti senza sarti non siamo nessuno!”

“D’altra parte – sottolinea Gianni – forse manca la consapevolezza nel nostro Paese che la moda rappresenta un settore strategico che dà lavoro a tantissimi professionisti e crea un indotto altrettanto importante”.

Cosa vuoi dire?                                 

Non siamo supportati dalle istituzioni. Non c’è un fondo che ci sostenga e sappiamo che senza finanziamenti è difficile costruire qualcosa”.

Parli dell’Italia in generale. In Calabria, tu che sei stato tra gli ospiti d’onore dell’International Fashion Week, cosa hai trovato?

Devo dire che da quando Alessandra Giulivo è presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, Reggio Calabria si sta muovendo. Da una parte ci vuole la formazione, perché la moda non è improvvisazione, ma dall’altra parte è necessario per i giovani farsi notare. Quindi ben vengano le sfilate e gli eventi dedicati al fashion system”.

Pensiero condiviso da Alessandra Giulivo, presidente della Camera Nazionale dei Giovani Fashion Designer. L’abbiamo raggiunta al telefono appena rientrata dal Bridal Fashion Show, l’evento organizzato dalla CNGFD a chiusura del Wedding Expo 2018 di Lamezia Terme e che si è rivelato un “successo”, come lei stessa ci ha raccontato.

Sono venuti in tanti e questo ci ha ripagato dall’impegno organizzativo. È fondamentale per gli stilisti, dopo tanti sforzi, avere un pubblico cui presentare le proprie collezioni. Adesso siamo pronti per il prossimo evento che si terrà a Gioia Tauro il 14 ottobre”.

Alessandra è “una presidente con la valigia”, così bonariamente l’abbiamo definita per il suo impegno in prima linea volto a “creare opportunità per i giovani talenti, perché attraverso sfilate, fiere ed incontri con stilisti già affermati è possibile, grazie a uno scambio proficuo, confrontarsi, crescere e capire quali possano essere le strade da seguire. Anche se si è al sud”.

Del resto la mission della CNGFD è chiara: fare di Reggio la capitale della moda per le nuove generazioni offrendo ai ragazzi del sud un momento legato al fashion system a 360 gradi. “Ecco perché ci teniamo che la fashion week avvenga in riva allo Stretto – chiarisce Alessandra – Per consentire ai giovani stilisti che si trovano sul nostro territorio e in Sicilia di realizzare un piccolo sogno: fare vedere le loro creazioni ed essere notati. È un’occasione, considerando che le quote di partecipazione all’alta moda sono inavvicinabili. Quest’anno, poi, sono davvero orgogliosa perché molti ragazzi che hanno partecipato alla fashion week hanno venduto molti capi delle collezioni presentate. Un grande risultato! Loro devono vendere per poter rinvestire”.

“La loro soddisfazione è palese; si sono già prenotati per la prossima edizione” – rivela con voce compiaciuta aggiungendo che, per molti, l’International Fashion Week ha avuto l’effetto di aprire altre porte: c’è chi ha partecipato agli eventi collaterali della fashion week di Milano organizzati dalla Camera nazionale della moda, chi al Taomoda di Taormina, chi agli eventi dedicati al modelling. “È un modo per fare rete, farli conoscere e viaggiare”, evidenzia Alessandra.

L’estro è importantissimo – ha continuato la presidente – ogni stilista deve averlo come bagaglio personale, ma la formazione è essenziale. Studiare in accademia, fare degli stage o fare esperienza presso delle sartorie, consente di acquisire quel know how fondamentale per passare alla fase di creazione, realizzazione e produzione di un abito”.

È possibile formarsi in moda in Calabria o c’è l’esigenza di creare un’accademia?

Ci sono diversi istituti, molto validi. Ad esempio l’istituto di moda Burgo di Reggio Calabria, collegato con Milano, dove si trova la sede centrale. Gli studenti hanno la possibilità di sostenere gli esami a Milano e di essere giudicati da una giuria di addetti ai lavori. E ancora l’Accademia New Style di Cosenza, molto seguita. Importante anche il collegamento con le Accademie di Belle arti, come quella di Reggio e di Palermo, come abbiamo dimostrato all’IFW. I ragazzi possono diplomarsi in Accademia e specializzarsi presso gli istituti di moda”.

Chi vuole studiare moda può farlo anche qui – prosegue convinta – Certo se un giovane vuole andare fuori non si può impedirglielo. Anch’io sono andata fuori, ma ho mantenuto il legame con la mia terra”.

Secondo Alessandra Giulivo i giovani stilisti che hanno partecipato all’International Fashion Week sono completi, nel senso che sono capaci di curare la collezione dal disegno alla realizzazione.

La maggior parte dei ragazzi che hanno sfilato, hanno basi di sartoria. Nomi come Antonino Cedro, Noemi Azzurra dell’Acqua, Mariateresa Furfaro. Mi piace avere questo genere di ragazzi. C’è più soddisfazione. Gli stessi premiati, come Gianni Sapone, sono tutti stilisti completi”.

Guardando al contesto del fashion system in Calabria, Alessandra non ha dubbi: “stanno nascendo tantissimi fashion designer. E sono aumentati gli eventi dedicati a loro in tutta la Regione”.

Ci sono nomi conosciuti, che sono riusciti a portare il made in Calabria a livello nazionale e internazionale. Accanto agli stilisti già citati – ricordiamo la collezione Femmina che Sapone ha dedicato alla Calabria – da citare i talenti Pasqualina Tripodi che con i suo eco gioielli ha fatto conoscere la natura dell’Aspromonte nel mondo, Giosì Barbaro che con la sua linea di beachwear è apparsa su importanti riviste quali Vantity Fair, Glamour, Cosmopolitan e Grazia.

Quello che serve ai giovani talenti sono opportunità per farsi conoscere. “Noi non abbiamo sostegni – prosegue la Giulivo – altrimenti potremmo portare nomi anche più importanti del fashion system. Non ci fermiamo comunque. La nostra strategia è volta a dare risonanza a chi ne ha bisogno e a far conoscere la nostra realtà”.

La moda è turismo ed economia” – ricorda la presidente – rivelando come i fashion designer affermati che arrivano in Calabria rimangano estasiati dalla sua bellezza.

Guardando alla moda come sistema Alessandra Giulivo sottolinea l’importanza di creare sinergie: “più conosciamo più coinvolgiamo. Siamo aperti a collaborazioni con istituti, aziende, fiere e istituzioni. A livello non solo regionale ma anche nazionale”.

Sono sempre in cerca di giovani”- continua descrivendoci il suo grande amore per la moda fin da bambina, quando costringeva i familiari a vederla sfilare con abiti e scarpe del guardaroba della mamma.

Chi la conosce sa il suo percorso e quindi comprende il suo ardore nel dire: “occorre studiare, avere le basi e non arrendersi mai, perché anche a livello locale se ci sono le capacità è possibile farsi conoscere”.

Nutritevi di moda”, è il suo consiglio agli aspiranti stilisti calabresi “la moda passa veloce; cercate di essere presenti in quello che le regioni e la città offrono per farsi un bagaglio personale”. .

Franca Trozzo, direttore dell’Accademia New Style di Cosenza non nasconde le difficoltà per i giovani stilisti calabresi di affermarsi nella moda. Proprio per questo, una volta acquisite le competenze necessarie per operare nel settore – “complicato” – come rivela la Trozzo, è fondamentale fare esperienza. L’accademia di Cosenza, investe in stage nei settori del tessile e dell’abbigliamento per consentire agli allievi, anche a coloro che non hanno le possibilità economiche per farcela da soli, di sperimentarsi sul campo.

Cerchiamo di offrire ai ragazzi una vetrina perché abbiano l’opportunità di essere notati da buyer e giornalisti”, rivela la Trotto evidenziando che l’istituto “offre corsi regionali ma riconosciuti a livello europeo”.

Le soddisfazioni cominciano ad arrivare: Cosenza si sta aprendo a questo settore e tanti ragazzi che si sono formati presso l’istituto adesso hanno trovato lavoro in ateliers importanti.

Il neo più grande? I finanziamenti. I ragazzi si rivolgono all’istituto anche dopo aver terminato gli studi, perché la scuola non li abbandona, ma continua a mantenere i rapporti e cerca di creare occasioni quali sfilate ed eventi per farli notare.

Tra istituti di moda, Camera nazionale dei giovani fashion designer e fiere organizzate in Calabria, la nostra regione dimostra di avere un fashion system in fermento!

Ai giovani stilisti più intraprendenti ricordiamo che è possibile provare a fare impresa ricorrendo ai finanziamenti regionali, nazionali ed Europei. Il comune di Reggio Calabria, attraverso il settore delle politiche giovanili e attività produttive, offre uno sportello per conoscere quelli che sono i canali di finanziamento disponibili. L’assessore alle attività produttive Saverio Anghelone precisa “non si tratta di finanziamenti comunali. Offriamo un servizio di supporto ai ragazzi per capire in base alla loro idea quale sia il canale migliore e li indirizziamo ad enti e strutture di micro credito”.

Guardate avanti ragazzi!

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